Premio Solinas magnifico quarantenne. Otto i soggetti finalisti tra storia e presente

Compie 40 anni Il Premio Franco Solinas, storico concorso di sceneggiatura e chiude la sua prima fase annunciando i progetti finalisti. Tra più di cinquecento, sono otto i soggetti scelti per concorrere al Premio Franco Solinas Miglior Soggetto.
Racconti diversi che trattano temi diversi. La storia contemporanea è al centro di Terra Maledetta di Rebecca Ricci e Marcello Enea Newmann, che segue una coppia di giovani ebrei a Berlino in balia tra lo storico senso di colpa dei teschi e la realtà di Gaza, ma anche di Ricamatoio ’95 di Chiara Dario, Biagio Borgese e Marco Mulana, ambientato durante il massacro di Srebrenica.
Legato a tempi contemporanei, ma caratterizzato da una sfumatura fantastica, è anche Ombre di Marco Panichella, in cui la protagonista Farah, migrante afgana dispersa sulle Alpi al confine tra Italia e Francia, affida la sua sopravvivenza ad una creatura magica chiamata Duhu.
Il panorama dei Campi Flegrei è lo sfondo di Il vulcano non erutta mai davvero di Vittorio Perrucci e Raffaele Iccarino, in cui il protagonista Alfonso farà i conti con la vita costruita sul vulcano in procinto di eruttare, mentre la Grecia e il Mediterraneo sono quello di Bambolina, scritto da Daniela Mitta e Vittorio Antonacci, dove una famiglia in vacanza, dimenticata dal taxi boat, passa la notte su una spiaggia isolata durante cui la figlia quattordicenne è trascinata a largo dall’alta marea.
Troviamo storie divertenti come Ma come faccio io a non piangere? di Vera Miniero, Sofia Vecchiato e Dorotea Ciani in cui una donna assolda un sicario per uccidere il suo ex, ma pentendosi della scelta dovrà collaborare con lui per rimediare al danno; ma anche storie inquietanti come Il Padrone di Antonio Abbate e Michele Stefanile, dove da una busta piena di vermi in cui era caduto il dito mozzato di un lavoratore esce una figura identica a quest’ultimo.
C’è spazio anche per le rappresentazioni queer incarnate da Furore di Federico Amenta e Paoli De Luca, il racconto di Marina, diciottenne e nel pieno della transizione, incontra Greta e Manuel, una coppia che la trascineranno in un mondo di desideri e confusione, ma anche verso sé stessa.
Ognuno di questi otto progetti, nel corso di tre mesi, diventerà una sceneggiatura che parteciperà alla seconda fase del concorso, alla fine di cui saranno consegnati il Premio Franco Solinas per Miglior Sceneggiatura e la Borsa di Studio Claudia Sbarigia, per il talento nel raccontare i personaggi e l’universo femminile.
Per festeggiare la quarantesima edizione, inoltre, a La Maddalena (città natale del premio) si terrà anche un convegno intitolato “Scrivere nella bufera”: titolo ideato da Francesca M. Solinas nel 1993, è ancora estremamente attuale (soprattutto per l’attuale bufera che ha investito il cinema italiano) e cattura l’intenzione del convegno stesso, cioè creare un dibattito, anche acceso, ma che sia costruttivo e creativo per il mondo del cinema.
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