Quando Billy Wilder faceva il cronista. In un libro la raccolta degli articoli da “inviato speciale”


Il 2022 porta in libreria uno squarcio di autentica storia del cinema dal titolo: Inviato speciale. Cronache tra Berlino e Vienna tra le due guerre (La nave di Teseo). Una raccolta di articoli di costume e racconti del regista e sceneggiatore austriaco naturalizzato statunitense Billy Wilder (scomparso nel 2002) che si apre con un’ammicante affermazione “Che cosa serve per fare un film”.

Samuel Wilder diventa “Billy” in America, luogo in cui ha potuto coronare il suo sogno cinematografico, conquistando la sua fama per film come La fiamma del peccato (1944) con cui dà vita al genere noir; Viale del Tramonto (1950) che scrive con Charles Buckett con il quale iniziò a collaborare nel 1938; Sabrina (1954); A qualcuno piace caldo (1959); L’appartamento (1960); Irma la dolce (1963) e molti altri… Che lo porteranno a vincere, nel corso della sua intera carriera, 7 Oscar su 21 nomination ricevute.

Nato da una famiglia ebrea a Sucha (nell’attuale Polonia) nel 1906, inizia la sua carriera come giornalista a Vienna ma decide di fuggire negli Stati Uniti – pur non parlando inglese – per scampare alla furia nazista che di lì a breve colpirà l’intera famiglia sterminata ad Auschwitz. In pochi anni si integra nel mondo del giornalismo americano, viene assunto alla Paramount come lettore e scrittore di sceneggiature e qui la sua carriera diviene protagonista di un’incredibile svolta.

Quel che Billy Wilder vive e osserva da giornalista, con il suo sguardo ironico e mai scontato, in quei lontani e crudi anni di formazione – nel pieno di due guerre mondiali –oggi è messo insieme in questo libro biografico. La traduzione dell’edizione italiana è a cura di Alberto Pezzotta.


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