Ricordando Citto Maselli con le parole di Giorgio Gosetti. Per ricordare due giganti
In occasione dell’anniversario della scomparsa di Citto Maselli, il 21 marzo 2023 e, in occasione dell’omaggio emozionante e affollatissimo organizzato il 21 marzo al cinema Farnese di Roma dagli amici delle Giornate degli Autori per ripercorrere insieme l’infinito mondo di azioni e passioni di Giorgio Gosetti, riproponiamo un estratto della recensione de “Il sospetto” firmata dall’immenso critico ed inventore di festival appena scomparso. Di seguito da “Il cinema di Francesco Citto Maselli” a cura di Giacomo Martini (I Quaderni di Battello Ebbro). Ricordando insieme due giganti …

“…Noi sappiamo bene che il cinema e la vita di Citto Maselli hanno percorso le strade più diverse, non sono mai state imprigionate dallo schema per cui un autore dipinge sempre lo stesso quadro in mille sfumature diverse. No, Citto ha dipinto quadri diversi tra loro e, come nelle sue amate e autobiografiche Polaroid, ogni volta il suo cinema ha impressionato un’attitudine diversa, un momento della vita in cui l’arte ha fissato istanti dialettici, spesso sovrapposti, mai uguali. E questo viaggio nella sua opera e nelle sue passioni dà conto di un talento multiforme che fin troppo spesso ha regalato, con eccesso di generosità, all’impegno e alla militanza spazi che potevano essere riempiti da nuove invenzioni creative, altre regie, altre storie. Ma Citto è questo: sempre in movimento, impossibile da imprigionare in una sola istantanea.
Ciononostante – o forse per questo – a me sembra che Il sospetto (titolo poi mutato per il timore delle majors che si confondesse con l’omonimo di Alfred Hitchcock e in seguito ricalcato involontariamente da Thomas Vinterberg senza gli stessi problemi) riassuma bene il suo percorso espressivo. Mai come questa volta cinema e vita, passione politica e contraddizione ideologica sono stati espressi e controllati con mano altrettanto ferma. Fare cinema per lui è di per sé un atto politico. Che si tratti di un viaggio nel nostro sentire, di una storia d’amore, di un’autobiografia generazionale o di una solitudine esistenziale, tutto ciò che narriamo ha una valenza collettiva che è pensiero politico vivente in quanto mostra la distanza e la tensione tra ciò che crediamo e ciò che possiamo.
Ma in quella Torino algida e incisa, in quella generazione di uomini “duri” che seppero sfidare la Storia, in quella solitudine che porta alla dolorosa coscienza di ciò che va fatto, oltre i nostri dubbi e le singole fragilità, Francesco Maselli in arte Citto ci ha saputo restituire un’idea alta del cinema come istantanea del pensiero e strumento dell’immaginario che si cala nella realtà e nella Storia. In un tempo di macchine celibi della fantasia scollata dal reale, ritrovare un’opera come Il sospetto ci dà la misura di ciò che invece il nostro miglior cinema ha saputo fare per tenere insieme fascino del racconto e riflessione pubblica, valore della memoria e consapevolezza del presente.
A questo dettame morale che non è disperso dalle scorciatoie in cui ci siamo acclimatati fin troppe volte, Maselli si è sempre attenuto. Ed è il senso di una morale della politica, esercitata attraverso il proprio mestiere, che guardiamo adesso come a un’indicazione per il futuro. In questo un film del 1975 risulta egualmente attuale e fondativo: ci dice che non basta riguardare la Storia; è necessario calarvisi dentro e ritrovarsi partecipi delle stesse passioni, degli stessi dubbi, di una dialettica che trascende ogni dogmatismo. E il “dogmatico” Maselli, in verità, ieri come oggi lo ha sempre saputo fare meglio di tanti altri compagni di strada”
13 Dicembre 2021
Festa per Citto Maselli alla Casa del cinema. Col doc di Daniele Ceccarini
Sarà l’anteprima assoluta del film-documento Citto di Daniele Ceccarini…


