Tecla Insolia è (anche) Maria Grazia Calandrone. In “Dove non mi hai portata” nuovo film di Daniele Luchetti dal romanzo autobiografico della scrittrice

Tecla Insolia nei panni della scrittrice e poeta Maria Grazia Calandrone nel nuovo film di Daniele Luchetti tratto dall’omonimo romanzo autobiografico, “Dove non mi hai portata”. Le riprese sono appena cominciate in provincia di Pescara. Per la giovanissima attrice ancora un ruolo letterario dopo essere stata Goliarda Sapienza ne “L’arte della gioia” di Valeria Golino e la Cecilia di Tiziano Scarpa in “Primavera” di Damiano Michieletto …

Tecla Insolia sarà anche Maria Grazia Calandrone. Dopo essere stata nei panni della scrittrice Goliarda Sapienza per Valeria Golino ne L’arte della gioia, (David miglior protagonista 2025) ha appena indossato quelli della poeta e scrittrice di Dove non mi hai portata, da cui è tratto il nuovo film che Daniele Luchetti ha appena cominciato a girare il 22 giugno.

Pubblicato da Einaudi nel 2023 e finalista allo Strega si tratta di un romanzo autobiografico sulla storia di una bambina abbandonata a otto mesi su un prato di Villa Borghese, che più di cinquant’anni dopo va alla ricerca dei genitori biologici, morti suicidi nel Tevere.

È l’estate del 1965 quando Giuseppe e Lucia arrivano a Roma. Hanno con sé la figlia di otto mesi, sono innamorati, ma non riescono a liberarsi dall’inquietudine di chi è braccato. Lucia è fuggita da un marito violento che era stata costretta a sposare, e ha tentato di costruirsi una nuova vita insieme a Giuseppe.

Per la legge dell’epoca, però – il divorzio sarebbe arrivato nel 1970 -, la donna si è macchiata di gravi reati: relazione adulterina e abbandono del tetto coniugale. Prima di scivolare nelle acque del Tevere in circostanze misteriose, la coppia lascia la bambina su una coperta a quadri accanto a un cespuglio nel parco, confidando che qualcuno si prenderà cura di lei. E affida a l’Unità una lettera in cui spiega con parole toccanti il proprio gesto, che dice molto sull’Italia di quegli anni, su cosa significasse essere poveri, irregolari, senza protezione.

Più di cinquant’anni dopo, quella bambina — diventata a sua volta madre e scrittrice — si mette in viaggio come una detective. Ricostruisce la sequenza dei movimenti di Lucia e Giuseppe, enumera gli oggetti abbandonati dietro di loro, s’informa sul tempo che impiega un corpo per morire in acqua e sul funzionamento delle poste nel 1965, per capire quando e dove i genitori abbiano spedito quella lettera.

Indagando attraverso gli articoli di cronaca dell’epoca, Calandrone fa emergere il ritratto di un’Italia stanca di guerra ma piena di divieti e ingiustizie, un paese che ha spinto una donna forte e vitale a sentirsi smarrita e senza vie di fuga. Fino a pagare con la vita la sua scelta d’amore. Dopo Splendi come vita, in cui l’autrice affrontava il difficile rapporto con la madre adottiva, Dove non mi hai portata esplora un nodo ancora più intimo e complesso: cosa spinge due genitori a quel gesto estremo e, cosa cerca, cinquant’anni dopo, chi da quel gesto ha avuto la vita segnata.

A dare volto a Lucia e Giuseppe, rispettivamente, Margherita Buy e Alessandro Preziosi. Nel cast anche Marcello Fonte e Nicola Rignanese. Il film è una coproduzione tra Fandango e Vision Distribution con la spagnola BTeam Prods, e sarà girato per sei settimane — dal 22 giugno alla prima settimana di agosto — tra Friuli Venezia Giulia, Lazio e Abruzzo.

Le riprese toccheranno Roma, Torviscosa — il paese-fabbrica nato attorno agli stabilimenti della SNIA Viscosa — e Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, luogo d’origine di Lucia, la madre biologica della scrittrice. In Abruzzo Luchetti aveva già lavorato per Io sono tempesta (2018), ricostruendo il Kazakistan nella zona di Campo Imperatore.

Specialista degli adattamenti letterari e seriali, Luchetti ha diretto negli ultimi anni Momenti di trascurabile felicità, Lacci, Confidenza, la terza stagione de L’amica geniale e la miniserie Prima di noi.

Maria Grazia Calandrone è stata giurata lo scorso anno del nostro premio Bookciak Legge 2025.


Gino Santini

redattore

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