Istanbul secondo Ozpetek, dal libro al film

Battuti in Turchia i primi ciak di “Rosso Istanbul”, il nuovo film del regista italo-turco, tratto dal suo omonimo romanzo d’esordio. Per l’autore una sorta di ritorno a casa per “ricucire” i fili della memoria…

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Ferzan Ozpetek scrittore è forse meno noto di Ferzan Ozpetek regista. Non fosse altro per un dato quantitativo: nove film a cominciare da quello-rivelazione del 1997, Il bagno turco, “contro” due romanzi scritti nell’arco degli ultimi tre anni. E sì, perché il regista italo-turco nel mondo dell’editoria ha debuttato nel 2013 con Rosso Istanbul (Mondadori, Strade Blu), viaggio a ritroso nella sua città natale, a cui è seguito, nel 2015, Sei la mia vita (sempre Mondadori), in cui l’autore di Mine vaganti si racconta al suo compagno, a partire dal suo arrivo a Roma negli anni Settanta, nel noto palazzo di via Ostiense in cui ha trovato quella sua “famglia allargata” così presente in tanti suoi film.

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Ebbene, la scelta di portare al cinema un suo romanzo è quindi un passaggio naturale. Sarà interamente girato in Turchia, infatti Rosso Istanbul, di cui Ozpetek ha battuto i primi ciak in questi giorni. Dopo otto lavori realizzati tutti in Italia, con questo film il regista ritorna agli esordi della sua fortunata carriera, gli anni scanditi da Il bagno turco e Harem Suarè. E il cineasta mette l’accento proprio sul tema del ritorno che -sottolinea – ” quasi sempre è legato al cambiamento“.

Tutti abbiamo assistito in questi anni al cambiamento del rapporto tra Occidente e Oriente, non solo politico e sociologico  ma anche emotivo che è poi l’aspetto che più mi coinvolge. Perché è cambiato, dopo tanto tempo trascorso in Italia, anche il mio rapporto con Istanbul. Con questo film, attraverso i personaggi ognuno dei quali è una parte di me, tento di ricucire quella relazione“.

Il film, come il romanzo, comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov’è nato e cresciuto. L’improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata “principessa ottomana”; delle “zie”, amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante.

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Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. Insomma, una dichiarazione d’amore per la sua città.

Rosso Istanbul è una co-produzione Italo-Turca prodotta da R&C Produzioni e BKM con Rai Cinema. Produttori Tilde Corsi e Gianni Romoli.