Torna “ItaliaDoc” alla Casa del Cinema: tanti documentari… e tanta letteratura

 


L’opera di Carlo Levi, le vignette di Altan, la Valentina di Guido Crepax: il cinema (documentario) si confronta con la letteratura, i suoi autori e il suo immaginario nell’edizione 2020 di ItaliaDoc, dal 29 gennaio al 1 aprile alla Casa del Cinema di Roma.

La rassegna annuale (curata dal critico Maurizio Di Rienzo) ospiterà undici tra i lavori più interessanti del recente documentario nostrano. Tra i titoli in selezione, che come di consueto saranno presentati e dibattuti in presenza degli autori (nonché replicati la domenica successiva alla proiezione), anche tre film di ispirazione letteraria da noi seguiti e apprezzati lo scorso anno: Lucus a lucendo. A proposito di Carlo Levi (di Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi), Cercando Valentina. Il mondo di Guido Crepax (di Giancarlo Soldi) e Mi chiamo Altan e faccio vignette (di Stefano Consiglio).

Il documentario sull’autore di Cristo si è fermato a Eboli (visto per la prima volta allo scorso Torino Film Festival) sarà protagonista del secondo appuntamento di ItaliaDoc 2020, giovedì 30 gennaio alle 18.30 in Sala Deluxe. A precederlo, come proiezione inaugurale della rassegna mercoledì 29 (ore 17.45) avremo Vaccini, 9 Lezioni di scienza, della regista ed editrice Elisabetta Sgarbi.

Un’interessante novità dell’edizione di quest’anno è la presenza di due differenti percorsi tematici: Giganti e outsider del cinema, dedicato a nomi (già acclamati o troppo a lungo sottovalutati) della nostra cinematografia, e Una certa arte, sul rapporto tra cinema e altri linguaggi espressivi.

È in quest’ultima sezione che (ri)troviamo i documentari dedicati a due grandi fumettisti. Cercando Valentina (presentato in anteprima a Venezia 2019 e in proiezione alla Casa del Cinema mercoledì 11 marzo alle 18.30) rievoca un mondo, quello editoriale e artistico della Milano anni Sessanta, che ha ispirato e nutrito le storie della celeberrima eroina di Guido Crepax. Mi chiamo Altan e faccio vignette (già a Torino 2019 e in proiezione mercoledì 1 aprile ore 18.30) si addentra invece nella vita e nell’opera del creatore di Cipputi, tra testimonianze e vignette dell’autore trasformate in sorprendenti tableaux vivants (interpretati da Stefania Sandrelli, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro).

Completano il percorso di Una certa arte i film Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio, di Tomaso Pessina (sul pittore anarchico e con la voce di Toni Servillo che ne legge brani di diario), e Notarangelo ladro di anime (di David Grieco), sul fotografo che immortalò il set del pasoliniano Vangelo secondo Matteo.

Per la sezione dedicata a chi, in un modo o nell’altro, ha segnato la storia del cinema italiano, non poteva mancare, nel centenario dalla nascita, Federico Fellini con Fellini fine mai, di Eugenio Cappuccio.

Ma si parlerà anche di un grande indagatore delle piaghe sociali e politiche del nostro Paese, Francesco Rosi (con Citizen Rosi, di Didi Gnocchi e Carolina Rosi), nonché del regista di Amore tossico Non essere cattivo Claudio Caligari (Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari, di Simone Isola e Fausto Trombetta), dell’indimenticabile Anna Magnani (La passione di Anna Magnani, di Enrico Cerasuolo) e del regista di film di genere (su tutti, i “suoi” musicarelli) Piero Vivarelli (Life is a B. Movie: Piero Vivarelli, di Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli).