Un altro mondo di legami è possibile. Con “La tenerezza” di Carine Tardieu al cinema

In sala dal 2 ottobre (per No.Mad Entertainment) “La tenerezza” della regista e scrittrice francese Carine Tardieu che adatta il romanzo di un’altra scrittrice (amata dal cinema) Alice Fernay, “L’intimité”. Valeria Bruni Tedeschi, già in sala nei panni di “Duse” di Pietro Marcello, è qui protagonista di una storia minima che parla di ruoli e dei rapporti di potere che regolano le relazioni sentimentali. Una storia di tenerezza autentica che ci trasporta con grazia tra dolori, solitudini urbane, innamoramenti veri e presunti. Già presenato a Venezia 81…

Per una volta la traduzione italiana del titolo, La tenerezza (in francese L’ attachement) seppure non fedele, si avvicina al cuore dell’ultimo film di Carine Tardieu, regista e scrittrice francese che si è fatta conoscere per la sua abilità a raccontare le sfumature del mondo interiore che ci guida tra sentimenti e relazioni senza reticenze, e senza cadere nel sentimentalismo (I giovani amanti 2021, Toglimi un dubbio 2017).

Nel 2012 era stata Isabella Rossellini a prestare il volto ad uno dei suoi personaggi in Le vent dans mes mollets, questa volta la protagonista è interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, con Pio Marmaï, Vimala Pons, Raphaël Quenard e César Botti, al suo debutto cinematografico.

Ad ispirare il film è stato il libro L’Intimité, (2020) di Alice Fernay, adattato per il grande schermo dalla stessa regista insieme ad Agnés Feuvre e Raphaële Moussafir.

C’è chi Alice Fernay chiama la donna dalla doppia vita: la scrittrice è arrivata alla letteratura dopo una solida formazione e carriera da economista. Anzi è stato proprio dalle analisi sulle conseguenze economiche delle relazioni o della fine delle relazioni, che sono emersi i suoi primi romanzi. Alcune delle sue opere letterarie sono state tradotte in oltre13 lingue e questo non è il primo romanzo che diventa un film.

Nel 2016 L’ elégance des veuves è stato adattato per il cinema col titolo L’eternité con Audrey Tautou. Fernay/Brossolet è una femminista che non ha paura di esporsi. Anni fa quando la Francia si apprestava a varare una legge sulla gestazione per conto terzi firmò un manifesto insieme ad altri intellettuali dove si leggeva: le donne ancora muoiono di parto e ora volete che affittino il loro corpo? Temi che in Francia come in Italia accendono polemiche accese e che in La tenerezza risuonano per tutto il film.

È una storia minima, anche se durante l’ora e 40 di film di cose ne succedono parecchie. E racconta quello che accade a Sandra, libraia femminista, fumatrice accanita e soddisfatta di sé, del suo lavoro, della solitudine scelta, delle relazioni senza impegno, del controllo con cui conduce la sua vita coinvolta suo malgrado nelle travolgenti disavventure dei suoi vicini di casa. Non è la passione ma la tenerezza a guidare Sandra. Una tenerezza che nutre un uomo addolorato e i suoi figli e regala a lei una nuova famiglia di adozione.

I dialoghi sono, credibili ben scritti e spunta spesso anche una vena di spirito.
Qualcuno dirà che è un film sui sentimenti, ma anche se ci si arrabbia e ci si commuove, qui si parla di ruoli, dei rapporti di potere che regolano le relazioni sentimentali e con una grazia mai stucchevole la regista ci trasporta tra dolori, solitudini urbane, innamoramenti veri e presunti.

Quella che si dispiega dall’inizio fino all’ultimo fotogramma è una storia di tenerezza autentica, imprevista e per questo ancora più preziosa, il filo che sostiene e segue tutte le vicende del film.

Nelle sale italiane uscirà ad ottobre distribuito da No.Mad. Entertainment, (ma il 15 agosto anteprima nelle sale The Space di tutta Italia) e speriamo che per allora anche il libro che ha ispirato il film L’intimité di Alice Fernay, sia tradotto in Italiano.


Carla Chelo

Giornalista. Ha lavorato all'Unità, al settimanale Diario e in tv (Mediaset). Ha scritto un paio di libri insieme a un'amica, Alice Werblowsky e da sola una guida sul verde in città: "Milano, Parchi e giardini", Touring club italiano.


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