Un’ Aperossa per la Palestina. Aspettando il “Gaza International Festival for Women’s Cinema”

Si è chiusa il 26 settembre l’XI edizione de “L’Aperossa”, Festa dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) per l’Estate romana, che dal 15 al 19 e dal 22 al 26 settembre ha animato La Villetta a Garbatella con cinema, laboratori, passeggiate urbane e incontri.

Quest’anno il programma ha attraversato temi cruciali: dalle periferie e la loro rappresentazione artistica, ai genocidi e alla memoria storica, dalle migrazioni e il lavoro alle lotte LGBTQ+, fino alle relazioni tra sport, militanza e cultura popolare. Le giornate conclusive hanno affrontato l’Antropocene e il capitalismo globale, la Roma letteraria e cinematografica, i corpi e le parole del femminismo contemporaneo, per arrivare al momento finale dedicato al cinema per la Palestina.

L’ultima giornata ha avuto come filo conduttore il videomessaggio di Ezzaldeen Shalh, presidente del Gaza International Festival for Women’s Cinema. “Dal cuore del genocidio di Gaza vi parlo” – ha detto – “per chiedere agli artisti e ai sindacati arabi di assumere pubblicamente una posizione chiara contro la guerra in corso. L’arte e il cinema possono esercitare una forza enorme sull’opinione pubblica”.  Shalh ha inoltre espresso gratitudine ai cineasti e agli intellettuali internazionali “che hanno già fatto sentire la loro voce, rompendo il silenzio e opponendosi alla cancellazione del popolo palestinese”.

Al suo appello si sono intrecciati momenti di testimonianza e riflessione: il collegamento con la giornalista Emanuela Pala (Piazza Pulita) e con Luca Poggi, coordinatore della Global Sumud Flottilla Italia diretta a Gaza; gli interventi di memoria e affetto di Monica Maurer, Wilma Labate e Jasmine Trinca; le riflessioni di Graziella Bildesheim e di chi scrive, sulla costruzione della rete internazionale di sostegno al GIFWC. Sono seguiti l’intervento di Flavia Donati per la Rete Romana di solidarietà con il popolo palestinese e le voci appassionate e politicamente determinanti di Maya Issa ed Elena Perin di Amnesty International, che hanno ribadito: “Non possiamo permettere che il genocidio in corso venga normalizzato. Il nostro compito è continuare a denunciare e a testimoniare”.

Significativo, poi, l’intervento di Vincenzo Vita, presidente dell’AAMOD, con una lettura del quadro politico attuale: “Siamo di fronte a un silenzio assordante e ad ambiguità inaccettabili da parte della comunità internazionale. I media mainstream stanno modellando una percezione distorta, favorendo un pensiero unico che rischia di cancellare la realtà del popolo palestinese”. Vita ha inoltre ricordato che “a Gaza è in corso un massacro senza precedenti anche per la stampa: mai nella storia così tanti giornalisti sono stati uccisi in un conflitto”.
La giornata ha riaffermato l’urgenza di un fronte culturale e politico, sottolineando il ruolo dell’arte e della cultura come strumenti di resistenza e di coscienza critica.
A chiusura dell’evento, la proiezione di tre opere cinematografiche: Exception di Ezzaldeen Shalh (2025); Born out of Death di Monica Maurer (1981) e Abo Jabal di Bisan Owda (2024. Tre sguardi diversi e complementari che hanno legato la forza della memoria allla voce delle nuove generazioni di cineasti e cineaste palestinesi.

La prima edizione del Gaza International Festival for Women’s Cinema si terrà a Gaza dal 26 al 31 ottobre 2025, in concomitanza con la Giornata Nazionale della Donna Palestinese, che ricorda la prima Conferenza delle Donne Palestinesi svoltasi a Gerusalemme nel 1929.


Milena Fiore

Milena Fiore è responsabile dell'area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). E fa parte dell'Assemblea dei garanti. Opera come video editor e digital archive technician. Ha curato il montaggio di numerosi progetti a carattere storico, politico e sociale, oltre che di live performance. Si occupa anche di formazione e laboratori audiovisivi, in particolare con l'associazione CroMA. Attualmente sta lavorando al film "Shooting Revolution" di Monica Maurer.

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