Un bacio Perugina

In sala dal 31 marzo per Lucky Red l’atteso film di Ivan Cotroneo, tratto dal suo omonimo romanzo. Una storia di adolescenti in provincia, tra bullismo, omofobia, stupri di gruppo e personaggi da reality…

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L’hashtag #lamiciziatisalva cinguetta in rete allegramente, mentre su Facebook è tutto un grazie,  “non vedo l’ora” ed emoticon a forma di cuoricini. L’attenta macchina promozionale del nuovo film di Ivan Cotroneo – in sala dal 31 marzo per Lucky Red – non lascia molti dubbi sul target: Un bacio è un film per adolescenti e come tale “parla”.

Musica a palla nelle cuffiette (Lady Gaga e Mika i preferiti), raffiche di WhatsApp, smartphone perennemente connessi, social media usati dai buoni e dai cattivi come arma di cyber bullismo, continue passerelle “new look”, siparietti musicali, estetica televisiva che tutto avvolge, anche e soprattutto i sogni in cui rifugiarsi quando la realtà è troppo dura. Tanto da temere, a tratti, di veder saltar fuori anche Maria De Filippi che sì trasformerebbe il sogno in incubo.

È un oggetto dichiaratamente “pop” questa seconda incursione nel cinema di Ivan Cotroneo, dopo l’esordio vintage con La kryptonite nella borsa  – anche quello tratto da un suo romanzo, che mette insieme linguaggi e tematiche rodati negli anni, soprattutto televisivi (da Tutti pazzi per amore all’ultima serie tv e anche web Una mamma imperfetta) in cui famiglia e amicizia, sono declinate in tutte le salse del contemporaneo. Puntando, però, stavolta, dritto al mondo dell’adolescenza, come momento di massima fragilità, nell’intento programmatico di suggerire una sorta di “istruzioni per l’uso” per affrontare tutte le insidie che si annidano nell’età acerba (quello sì magnifico film sull’adolescenza di André Téchiné).

Ossia il bullismo, l’omofobia, la paura di sentirsi “diversi” o “sfigati”, la violenza sessuale che, nell’orrore di uno stupro di gruppo, magari, può finire su Youtube tra i video più cliccati. Perché dei tanti temi di cronaca che affliggono i ragazzi del XXI secolo, Un bacio è uno spigliato “catalogo” in cui non manca nulla. Se non la volontà di sfuggire alle tipologie da reality, in cui cade in pieno proprio uno dei tre protagonisti, il motore della storia, Lorenzo (l’esordiente Rimau Grillo Ritzberger), il sedicenne omosessuale, tutto “gaiezza” e abiti sgargianti, che piomba nel liceo di provincia (siamo nel Nord Est), riunendo intorno a se, a poco a poco, Blu (Valentina Romani) e Antonio (Leonardo Pazzagli), a loro volta emarginati dai compagni di scuola a vario titolo.

Un terzetto di “sfigati” – come li apostrofano i compagni – , insomma, le cui dinamiche amorose e d’amicizia (Antonio ama Blu, o almeno crede. Blu ama un quarto, pariolino e stupratore e Lorenzo ama Antonio), annesse alle complesse realtà familiari di ciascuno (poco meno didascaliche del resto), costituiscono il cuore di una commedia destinata a scivolare nel dramma per “un bacio galeotto”. Salvo ritrovare il “sorriso”, però, con un doppio finale, a mo’ di pubblicità progresso, in cui il regista ci spiega come si devono affrontare i turbamenti della “prima volta” e trasformare i “baci galeotti” in baci Perugina. Facendo trionfare l’amicizia che, come ci suggerisce l”hashtag di cui sopra, è l’unica cosa che ci salva. Nell’adolescenza come nell’età adulta.