Un Leone molto engagé. A George Clooney quello alla carriera della Mostra 83°

Va a George Clooney, tra i protagonisti più engagé di Hollywood, il Leone d’oro alla carriera dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.
Attore, regista e produttore, Clooney ha costruito una carriera partita da ruoli minori in telefilm e B-movie, fino alla popolarità raggiunta con la serie ER – Medici in prima linea. Da lì il passaggio al cinema lo ha visto attraversare generi diversi: il war movie con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia con Ocean’s Eleven e Fratello, dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia agrodolce con Paradiso amaro, Tra le nuvole e, più di recente, Jay Kelly di Noah Baumbach. Dietro la macchina da presa ha firmato nove film, tra cui Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo e Suburbicon.
Ma è soprattutto il suo impegno politico e civile a segnare la parabola dell’attore. Convinto sostenitore del Primo Emendamento, Clooney ha da sempre legato il proprio nome a battaglie per i diritti umani. Nel 2006, insieme al padre Nick, si è recato nel Darfur per girare il documentario Journey to Darfur, portando poi la questione fino al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’anno seguente, con Brad Pitt, Matt Damon, Don Cheadle e Jerry Weintraub, ha fondato Not On Our Watch, organizzazione nata per contrastare le atrocità di massa nella regione.
Nel 2008 le Nazioni Unite lo hanno nominato Messaggero di Pace, mentre nel 2010, insieme a Onu, Università di Harvard e Google, ha lanciato il Satellite Sentinel Project, un sistema di monitoraggio satellitare delle violenze nel Sudan meridionale e settentrionale. Nel marzo 2012 Clooney ha preso parte a una manifestazione pacifica davanti all’ambasciata sudanese a Washington per denunciare le violazioni dei diritti umani in Sudan, un gesto che gli è costato l’arresto.
Il suo impegno umanitario gli è valso anche riconoscimenti come il Peace Summit Award, il Bob Hope Humanitarian Award e il Robert F. Kennedy Ripple of Hope Award, oltre alla guida della maratona benefica Hope for Haiti Now!, che raccolse oltre 66 milioni di dollari per le vittime del terremoto ad Haiti.



