Un tango con Freud per Moretti. Nanni scongela il suo film ibernato per Cannes

Passato in concorso l’attesissimo film di Nanni Moretti, “Tre piani” dall’omonimo romanzo dell’israeliano Eshkol Nevo, rimasto congelato per quasi due anni. In una palazzina romana si rincorrono i drammi di tre famiglie borghesi. E Nanni si ricava la parte del giudice severissimo e castratore. Un cast di grandi nomi, ma poche emozioni per lo spettatore …

Nel 2019 il Covid ancora non c’era eppure quel tango finale in mezzo alla via sembra proprio un inno alla ritrovata libertà. Ed è anche il momento più “morettiano” di questo attesissimo suo nuovo film, Tre piani, che tenuto in frigo per quasi due anni, ha finalmente incontrato il pubblico del festival di Cannes dove era atteso già nell’edizione 2020 saltata causa pandemia.

“Il film è un invito ad aprirsi al mondo esterno che riempie le nostre strade, fuori dalle nostre case”, ci indirizza lo stesso Nanni per la prima volta alle prese con un soggetto non originale. Del romanzo dell’israeliano Eshkol Nevo (adattato a sei mani con Francesca Pontremoli e Valia Santella) questa è la sua personale lettura.

Il resto è un sunto molto concentrato di questa storia di “valori universali” – la responsabilità delle scelte, il senso di giustizia, la colpa e anche la responsabilità di essere genitori – che ammette lui stesso gli “interessano moltissimo”.

Ad incarnare i valori succitati sono le tre famiglie che vivono all’interno della palazzina a tre piani del titolo che Moretti ha trasferito da Tel Aviv ad una traversa di viale Mazzini, a Roma. Un piano per ogni livello della mente secondo Freud: l’es con i suoi impulsi, l’io legato alla mediazione, il Super Io espressione della morale e delle regole.

A questo punto il gioco potrebbe essere a chi tocca cosa. E il più facile da indovinare è il livello che Nanni ha scelto per sè. E qui forse Freud c’entra davvero. Con quel giudice severissimo del terzo piano tutte regole e morale che si è cucito addosso. E che insulta il figlio dandogli del cretino, con al fianco la “sua” Margherita Buy (“per me è la nostra Meryl Streep”) nei panni di una moglie totalmente dipendente.

Un incidente d’auto mentre il figlio “inadeguato” guida ubriaco, una povera donna che perderà la vita, faranno da detonatore al dramma familiare. Anzi ai tanti diversi drammi che ciascuna famiglia cova all’interno delle sue mura. Perché se le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice lo è a modo suo.

Nanni Moretti fedele alla narrazione del romanzo – ma non certamente alla carnalità e seduzione di certe sue pagine – mette in scena un ritratto di borghesia in nero, di fronte al quale a cominciare dagli interpreti (un vero parterre de roi ) è difficile emozionarsi e partecipare dei loro drammi. La vita e l’invito a viverla finalmente anche tra gli abitanti della palazzina, non riesce a compiere la magia di toccare lo spettatore. Nonostante il tango danzato nella via a braccetto con Freud.

Tre piani, prodotto da Sacher Film, Fandango con RaiCinema e la francese e fedelissima Le pacte, uscirà al cinema 23 settembre con 01. Intanto il libro (Neri Pozza) è già introvabile. Un primo successo portato a casa.