“Il mondo reagisca contro la violenza in Iran”. L’appello-denuncia di Jafar Panahi e i vincitori degli EFA
Il grido d’allarme di Jafar Panahi dal palco degli Efa, per denunciare il massacro del popolo iraniano e il silenzio colpevole del mondo. Gli Oscar europei si fanno scenario politico richiamando all’impegno e alla denuncia artisti ed intellettuali. A fare il pieno di riconoscimenti è “Sentimental Value” del norvegese Joachim Trier. Greta Scarano vince il premio del pubblico giovani col letterario “La vita da grandi”. Miglior documentario europeo il travolgente “Fiume o Morte!” del croato Igor Bezinović. Ad Alice Rohrwacher l’ European Achievement in World Cinema (già annunciato) …

«Nelle ultime due settimane l’Iran è entrato in uno dei momenti più cruciali della sua storia: un popolo a mani nude è sceso in strada per riprendersi il diritto alla vita e pronunciare di nuovo il nome della libertà. Il governo ha risposto con il linguaggio della violenza, una strage senza precedenti».
Così Jafar Panahi ha aperto a sorpresa a Berlino la 38/a edizione degli European Film Awards, il 17 gennaio, lanciando un appello contro il regime di Teheran. Il regista ha denunciato l’interruzione delle comunicazioni, l’uso di armi da guerra contro i manifestanti, gli attacchi agli ospedali e gli arresti di massa: «Se il mondo non reagisce a questa violenza manifesta – è il monito di Panahi – non sarà soltanto l’Iran a essere in pericolo, ma il mondo intero. Perché la violenza, quando resta senza risposta, diventa normale. Se in un luogo la verità viene soffocata, altrove il respiro della libertà si fa più corto. E allora nessuno, in nessun angolo del mondo, è al sicuro: né in Iran, né in Europa, né in America, né in nessun punto di questo pianeta. Ed è proprio per questo che oggi il dovere di noi cineasti e artisti è non restare in silenzio».
Sul fronte dei premi, la serata ha visto il trionfo di Sentimental Value del norvegese Joachim Trier, che ha conquistato sei riconoscimenti: miglior film europeo, miglior regia (Joachim Trier), sceneggiatura (Eskil Vogt, Joachim Trier), miglior attore a Stellan Skarsgård e miglior attrice a Renate Reinsve, oltre alla colonna sonora di Hania Rani.
Cinque premi tecnici sono andati a Sirat di Oliver Laxe: casting (Nadia Acimi, Luís Bértolo, María Rodrigo), fotografia (Mauro Herce), montaggio (Cristóbal Fernández), scenografia (Laia Ateca) e sound design (Laia Casanovas, Amanda Villavieja, Yasmina Praderas).
Tra gli altri vincitori, miglior documentario Fiume o Morte! di Igor Bezinović, miglior film d’animazione Arco di Ugo Bienvenu e lo Young Audience Award al letterario La vita da grandi di Greta Scarano. E ad Alice Rohrwacher il già annunciato European Achievement in World Cinema. Una cerimonia fortemente segnata dai toni politici, aperta dal grido di Panahi: «Il silenzio, in tempi di crimine, non è neutralità».
29 Marzo 2025
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