“Eppure Gaza continua a bruciare”. Ma l’altra Mostra si mobilita per la Palestina
A Venezia 83 la Palestina protagonista di incontri e dibattiti. L’8 settembre presentato il Gaza Cinema Academy, realtà formativa nata nell’ambito del Gaza International Festival for Women’s Cinema. Sempre l’8 settembre nel panel organizzato da Venice4Palestine alle Giornate degli Autori gli interventi, fra gli altri, di Saleh Bakri e Francesca Albanese. Il 9 settembre a Venezia altro appuntamento in tema. E l’11 settembre, sempre alle Giornate col premio Bookciak, Azione! il festival di Gaza torna protagonista …

“Quello che noi, come lavoratori del cinema, possiamo fare è semplicemente rifiutare. Rifiutare di essere collaboratori del crimine, rifiutare è un atto di resistenza, qualcosa di facile da fare. Possiamo rifiutare di essere partner di chi commette questi crimini e possiamo aiutare chi rifiuta di collaborare con un regime criminale”. Saleh Bakri, attore e figlio Mohammad Bakri, il regista simbolo della resistenza palestinese recentemente scomparso, interviene in video all’incontro “Eppure Gaza continua a bruciare – a cosa serve vedere se non ad agire?”, organizzato dal collettivo Venice4Palestine alle Giornate degli Autori al Lido di Venezia l’8 settembre.
C’è anche Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, tra i tanti ospiti presenti – anche lei in collegamento – a spiegare la necessità di prendere posizione e non solo perché si parla di genocidio – non è questione di semantica, dice – ma perché “davanti ai bambini privati di cibo e cure mediche, uccisi e lasciati morire come si fa a non prendere posizione”.
È un incontro partecipato, con tante voci e testimonianze. Coordinati da Silvia Pegah Scaglione, si alternano lo sceneggiatore Giacomo Durzi, vicepresidente delle Giornate degli Autori e le radici familiari in Palestina. Insaf Rezagui, ricercatrice associata presso l’Institut français du Proche-Orient; Enrica Rigo, del team legale di Global Sumud Flotilla, Fabio Marcelli, co-presidente del CRED, Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia; Josè Nivoi di USB Mare e Porti/CALP Genova. Insieme ai rappresentanti del collettivo ANGA (Art Not Genocide Alliance) e della Rete NoBavaglio.
Tanto si parla di cinema come strumento di resistenza per conservare la memoria di un popolo che Israele sta tentando di annientare e cancellare sistematicamente. È in questa direzione che va il Gaza Cinema Academy, presentato lo stesso 8 settembre, sempre al Lido di Venezia dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, regista del film La voce di Hind Rajab vincitore del Leone d’Argento lo scorso anno e giurata alla Mostra, e Graziella Bildesheim, presidente della European Women’s Audiovisual Network (nella foto). Lo stesso Saleh Bakri è co-fondatore della Gaza Cinema Academy, questa nuova straordinaria realtà formativa nata nella Striscia nell’ambito del Gaza International Festival for Women’s Cinema, la cui seconda edizione si svolgerà dal 26 al 31 ottobre, in coincidenza con la Giornata della donna palestinese che si celebra il 26 ottobre. Il tema per questa edizione sarà “Women Creating Life from Death”, un titolo che racchiude tutto il senso della resistenza palestinese: creare vita, bellezza e storie dal genocidio in corso a Gaza.
Del festival si è parlato anche nell’ambito dell’incontro veneziano del 9 settembre presso le Sale Docks in Dorsoduro 265 e se ne parlerà nuovamente l’11 settembre (ore 18:30), presso la Sala Laguna al Lifo nell’ambito dell’incontro dibattito, “Il Tempo Passa Parola”, organizzato dal Premio Bookciak, azione! in accordo con le Giornate degli Autori. Sarà una riflessione a più voci su donne, cinema, diritti e intelligenza.
Protagonista sarà Luciana Castellina, insieme alle giurate Costanza Quatriglio, Aurora Palandrani, Elisabetta Giannini e Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori. Ci saranno anche Laura Delli Colli, presidente del SNGCI (Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani), Gabriella Gallozzi, ideatrice e direttrice del Premio Bookciak, azione! e chi scrive in rappresentanza dello stesso festival di Gaza.
Milena Fiore
Milena Fiore è responsabile dell'area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). E fa parte dell'Assemblea dei garanti. Opera come video editor e digital archive technician. Ha curato il montaggio di numerosi progetti a carattere storico, politico e sociale, oltre che di live performance. Si occupa anche di formazione e laboratori audiovisivi, in particolare con l'associazione CroMA. Attualmente sta lavorando al film "Shooting Revolution" di Monica Maurer.
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