Addio Giorgio Forattini. La satira italiana perde la sua matita più indomabile

È scomparso a 94 anni Giorgio Forattini, il vignettista più noto — e più discusso — del Paese. Per decenni la politica italiana ha visto se stessa attraverso la lente feroce e deformante della sua matita. Alla domanda come mai Andreotti non l’avesse mai querelato rispose: ‘Che posso dire di Forattini? È lui che mi ha inventato”. I funerali il 6 novembre a Milano nella chiesa di Santa Francesca Romana …

Craxi come Mussolini, D’Alema con i baffetti da Hitler, Veltroni bruco sognante, Prodi monsignore paffuto, Berlinguer in poltrona in vestaglia da camera mentre fuori gli operai scioperano, De Mita con la coppola e Andreotti dalle molte facce. Per decenni la politica italiana ha visto se stessa attraverso la lente feroce di Giorgio Forattini, morto a Milano il 4 novembre a 94 anni. Nato a Roma nel 1931, è stato il vignettista più noto — e più discusso — del Paese.

«Libertà e divertimento», ripeteva. Una libertà che ha esaltato la satira come strumento democratico, ma che non sempre ha risparmiato colpi sotto la cintura. Alcune sue vignette hanno fatto storia; altre hanno lasciato cicatrici. Come quella sul suicidio di Raúl Gardini, che lui stesso giudicò in seguito un errore. E in più occasioni gli fu rimproverata una visione corrosiva fino alla crudeltà, capace di ridurre dolore e tragedie a un tratto di penna.

Celebre la querela di Massimo D’Alema per la presenza nella vicenda Mitrokhin: tre miliardi di lire richiesti al solo vignettista, non al giornale. Un caso che segnò la sua uscita da la Repubblica “Scalfari l’ha fondata, io l’ho disegnata” — e la stagione successiva a La Stampa. Prima e dopo, Paese Sera L’EspressoIl Giornale. Anche se la sua fortuna ha preso forma soprattutto nelle testate di sinistra, in una intervista di alcuni anni fa ha tenuto a precisare: ”Non sono mai stato di sinistra. E neanche di destra. Sono sempre stato un liberal e un uomo libero. La verità è che detesto l’ integralismo. Non sopporto nessun partito”.

Oltre 14mila vignette, più di 60 libri, milioni di copie vendute. Opere celebri come la Sicilia-coccodrillo in lacrime dopo la strage di Capaci e l’immagine struggente della sedia a rotelle in riva al mare per Leon Klinghoffer, il turista americano disabile ucciso dal commando palestinese durante il sequestro della nave crociera Achille Lauro nel 1985, convivono con disegni che ancora dividono e irritano. Forattini rivendicava tutto: «La mia soddisfazione più grande è non aver mai abbassato la testa».

Forattini era approdato alla grafica a 40 anni, dopo essere stato operaio in una raffineria del nord Italia, rappresentante di commercio a Napoli di prodotti petroliferi, venditore e direttore commerciale di una casa discografica, rappresentante di elettrodomestici. Le sue vignette hanno riempito una sessantina di libri che hanno venduto oltre tre milioni di copie.
Il funerale sarà celebrato il 6 novembre, alle 11, nella chiesa di Santa Francesca Romana a Milano.


Gino Santini

redattore


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