Addio Giovanna Cau, avvocatessa (e amica) del più grande cinema italiano



Mastroianni, Calvino, Fellini, Moravia. Nel suo studio sono passati tutti. Tutti i più grandi registi e i più grandi scrittori, per risolvere controversie legali, certamente, legate al diritto d’autore, magari, ma anche per un consiglio, un conforto come si chiede ai veri amici. Perché lei, Giovanna Cau per tutti loro è stata davvero un grande punto di riferimento.

È morta nella notte del 6 marzo a pochi giorni dal suo 97/o compleanno (era nata a Roma l’11 marzo del 1923) l’avvocatessa del cinema italiano.

Giovanna Cau è stata staffetta partigiana, tra le prime donne a Roma ad esercitare la professione forense e figura di spicco anche tra politica e impegno sociale: ha partecipato al movimento per il voto alle donne del 1946, si è avvicinata al Partito Comunista, ha frequentato gli intellettuali che stavano gettando le basi per la rinascita dell’Italia del dopoguerra.

È allora che Giovanna entra nello studio legale Cortina-Alatri, il primo ad occuparsi di materie cinematografiche di cui lei diventa specialista incontrastata. Della sua vita lunga un secolo racconta il doc, Diversamente giovane di Marco Spagnoli dove, con la sua sigaretta sempre accesa, la vediamo raccontare aneddoti e storie straordinarie come straordinaria è stata la sua esistenza.

Compagna per oltre 30 anni dello psichiatra Emilio Benincasa Stagni, Giovanna Cau è stata premiata sia dal David di Donatello che dal Sindacato dei giornalisti cinematografici. I funerali si terranno lunedì 9 marzo in forma strettamente privata.