Addio Sidney Poitier. Il volto di Hollywood antirazzista


È stato il primo afroamericano a vincere l’Oscar come migliore attore protagonista. Infrangendo così la barriera della razza nell’industria hollywoodiana e spianando la strada a tantissimi attori afroamericani.

È morto il 6 gennaio a 94 anni Sidney Poitier, per una strana ironia del destino lo stesso giorno della scomparsa di un altro gigante di Hollywood: Peter Bogdanovich.

Figlio di contadini di un’isoletta delle Bahamas, a 16 anni era stato spedito dai genitori a Miami e poi a New York. Dopo la solita trafila di umili lavori, piccola delinquenza ed un breve arruolamento nell’esercito americano, tenta la strada del teatro e va in scena a Broadway con una Lisistrata realizzata da una compagnia di soli neri.

Nel suo film d’esordio, Uomo bianco tu vivrai di Mankiewicz (’49), ha la parte di un medico ingiustamente accusato dai razzisti di aver lasciato morire un suo amico. Mentre è nei panni di un operaio “ingaggiato” da una comunità di suore in Arizona che vince l’Oscar come miglior interprete nel film di I gigli nel campo (’63) di Ralph Nelson.

Longilineo, elegante, dai lineamenti sottili, Poitier è il classico nero che piace ai bianchi benpensanti, in qualche modo simile a loro, integrato, acculturato e addomesticato, anche se fieramente determinato a far valer i suoi diritti su un piano di completa uguaglianza.

È forse anche per questa sua caratteristica che diventa l’emblema di una causa antirazzista combattuta da non violento con le armi del dialogo e della civiltà (tra i suoi punti di riferimento ci sono Gandhi e Nelson Mandela).

In Indovina chi viene a cena? (’67) e La calda notte dell’ ispettore Tibbs (’65), i suoi maggiori successi, si trova di fronte a due diverse forme di razzismo: la prima, molto educatamente controllata, è rappresentata dalla coppia Spencer Tracy-Katharine Hepburn, genitori progressisti che si vedono arrivare a cena, con grande sorpresa, il fidanzato di colore della figlia; la seconda è invece incarnata dal truce sceriffo Rod Steiger con cui Poitier, ispettore di polizia, dovrebbe collaborare su un caso di omicidio.

Il personaggio di Tibbs nato dalla penna dello scrittore americano John Dudley Ball gli offrirà tale successo planetario che l’attore sarà chiamato a interpretarlo in due sequel: Omicidio al neon per l’ispettore Tibbs (’70) e L’organizzazione sfida l’ispettore Tibbs (’71).

Sidney Poitier è stato anche regista di una decina di film tra cui Hanky Panky – Fuga per due, una commedia mascherata da thriller con Gene Wilder. E dal 1997 to 2007 è stato ambasciatore delle Bahamas in Giappone. Nel 2009 Barack Obama lo ha insignito della medaglia presidenziale della Libertà.