Amori e fantasmi nell’età acerba al Torino FilmFest. Un graphic novel per il felice esordio di Charlotte Le Bon

Felice esordio dell’attrice e regista Charlotte Le Bon che, dopo il debutto alla Quinzaine des Réalisateur di Cannes 2022, arriva anche al TFF con una delicata e ironica storia di adolescenza. È “Falcon Lake” dal graphic novel “Una sorella” del francese Bastien Vivès (pubblicato in Italia da Bao). Un romanzo di formazione e sparizione, dove la magica natura estiva del Québec è la grande protagonista. Magnifici i due giovanissimi interpreti Joseph Engel e Sara Montpetit …

L’ adolescenza è da sempre tema di cinema. Ma non sempre con risultati sorprendenti. Ci riesce invece Falcon Lake una delle piacevoli scoperte della Quinzaie des Réalisateurs di Cannes 75 e ora di passaggio anche al Torino FilmFest.

È l’esordio alla regia di Charlotte Le Bon, un passato da attrice nei film di Michel Gondry e da aiuto sui set di Robert Zemeckis e Lasse Hallstrom. Per questo suo primo lungometraggio, ancor più curioso, la giovane regista cresciuta in Québec parte da un graphic novel.

È Una sorella del francese Bastien Vivès, portato in Italia da Bao Publishing, dinamica casa editrice di fumetti che ha in catalogo quelli di Zerocalcare come fiore all’occhiello.

Sulla carta si racconta di una iniziatica estate in Bretagna. Una casa vicina al mare, una famiglia con due fratelli e tanti amici che arrivano per passare insieme l’estate. Compresa la “sorella” del titolo. Charlotte Le Bon sposta l’azione nei luoghi che conosce meglio: la campagna vicino Montréal, bordo lago.

È qui che avviene l’incontro tra Chloé e Bastien. Lei, sedicenne, figlia di un’amica di famiglia. Lui quattordicenne in vacanza con i suoi e il fratellino piccolo. Nella casa di legno, più simile a un porto di mare che alle solite residenze estive, i due adolescenti avranno modo di mettersi l’una di fronte all’altro, scoprendosi, annusandosi e rispecchiandosi.

Il lago col suo fondale paludoso e pieno di misteri al centro delle loro giornate. Le passeggiate nei boschi anche. Gli scherzi, le prese in giro e le provocazioni di Chloé che non ha limiti ancor di più. E poi le notti nel caotica stanza “dei ragazzi”, le storie di fantasmi, le confidenze, i loro corpi sempre più vicini.

Il sesso, ovviamente, se ne parla tantissimo. E se ne ride soprattutto. Perché tutto è un gioco a quell’età. Vedere la faccia di Bastien quando Chloé, così per scherzo, si masturba all’improvviso davanti a lui e poi chiama la madre per farla arrivare sul più bello è uno dei momenti più esilaranti del film.

Charlotte Le Bon gioca forte tra ironia e poesia, mettendo in scena con sensibilità e grazia i primi turbamenti dell’adolescenza. Mentre la natura intorno fa da controcanto malinconico, con i boschi di cui si respira quasi la frescura, il calpestio dei passi, i profumi. E poi il lago, altro grande protagonista dove la storia andrà a finire. Epilogo drammatico di un racconto di amori e fantasmi per chi come Chloé crede sia agli uni che agli altri.