L’Italia a due velocità anche per chi legge. Niente libri per le fasce più deboli


L’italia che legge è sempre più divisa in due e il divario tende a crescere. Le fasce sociali più deboli e la popolazione del Sud leggono sempre meno. È il dato allarmante emerso dalla ricerca presentata al Salone internazionale del libro di Torino, appena riaperto dopo i due anni di stop dovuti al Covid.

Secondo i dati presentati al convegno “Leggere in pandemia #1 – Nuovi percorsi di lettura”, promosso dal Centro per il libro e la lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Editori (AIE), il numero di lettori si è abbassato notevolmente nel biennio 2019-2021. In particolare al Sud, dove la percentuale passa dal 41% al 35%, rispetto al Nord e al Centro dove lo scarto in negativo, seppur preoccupante, segna una perdita di 2 punti percentuali (toccando il 56%). Dati allarmanti, se si considera che riguarda la popolazione con un livello socio-economico più basso, e i più giovani soprattutto tra i 15 e 17 anni.

“È un’emergenza nazionale” sottolinea allarmato il presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. Una prospettiva preoccupante se si guarda a questi ultimi due anni in cui si sono accentuate le disparità non solo economiche, ma anche culturali della popolazione: dove chi già leggeva ha continuato a farlo dedicando più tempo e più risorse economiche, con un incremento delle vendite dei libri del 18%, mentre chi lettore non lo era o lo era saltuariamente, poco ha cambiato delle sue abitudini.

Un’Italia, insomma, ancora troppo indietro e troppo lontano dagli standard europei. In cui – nonostatante le parole di incoraggiamento del ministro Franceschini – mancano reali politiche culturali capaci di coinvolgere le fasce lasciate ai margini della società, per dare a tutti la possibilità, come il presidente Mattarella non ha mancato di sottolineare, di “avvicinarsi a mondi inesplorati”.

Un bel segnale resta comunque il ritorno in presenza del Salone del libro. Un evento che lo stesso presidente Nicola Lagioia non esita a definire con emozione come un ritorno alla prima volta. Kermesse tanto attesa, che ha visto come primi ospiti la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie e lo scrittore spagnolo Javier Cercas. Una XIII edizione che testimonia il coraggio e la necessità di un ritorno al confronto “umano” con i lettori provenienti da tutta Italia. Nella speranza, magari, che ne arrivino di nuovi.