Ascanio Celestini sullo sgombero del Cinema Palazzo. Pensieri sparsi sull’analfabetismo politico
Il Cinema Palazzo di San Lorenzo a Roma, sgomberato il 25 novembre dalle forze dell’ordine, è stato fin qua uno spazio per incontri, spettacoli, raccolta di beni di prima necessità per le persone fragili del quartiere e un luogo di studio all’aperto. Ma c’è chi lo mette sullo stesso piano dello sgombero di CasaPound. Ci stupiamo dell’analfabetismo funzionale, ma è altrettanto e forse più grave l’analfabetismo politico…

In merito allo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo San lorenzo con esemplare spiegamento di truppe in stile parata del 2 giugno…leggo dei commenti che trovo paradossali.Ci stupiamo dell’analfabetismo funzionale, ma è altrettanto e forse più grave l’analfabetismo politico.
Mi chiedo come sia possibile dopo decenni di lotte scrivere una frase come questa: “Francamente non è edificante leggere che si ritenga giusto occupare la proprietà di qualcun altro, sfociare nell’illegalità”. Oppure: “non si può pensare di averle (alla Raggi n.d.r.) fatto giustamente un culo così per sgomberare CasaPound e lamentarsi poi se fa sgomberare uno spazio “alternativo”.
Una battaglia politica
prevede almeno
che si faccia distinzione
nel merito e nel metodo.
Almeno!
I seguaci di CasaPound si dichiarano fascisti. Non è un’accusa fatta da altri. Loro stessi si chiamano vezzosamente fascisti del terzo millennio. Il fascista è razzista, sessista, criminale. L’ha dimostrato in maniera incontrovertibile con leggi razziali, deportazioni e genocidi. Chi dice “io sono fascista” sta dicendo senza ombra di dubbio che approva lo sterminio di milioni di persone. O, peggio ancora, minimizza o nega che ci sia stato. Perciò chi mi dice che uso due pesi e due misure quando parlo dei compagni del Cinema Palazzo e dei camerati di CasaPound ha ragione.
Con i primi posso discutere se i Ragazzi del Cinema America stanno flirtando col Pd o meno, se ha senso accettare finanziamenti pubblici e privati per una manifestazione culturale, se boicottare la Mondadori di Berlusconi. Coi più anziani posso discutere della posizione dei comunisti friulani rispetto a Tito. Posso scornarmi sulla Terza Internazionale.
Ma ai seguaci di Mussolini e Hitler posso solo dire: costituitevi, siete criminali!
Per quanto riguarda il metodo mi pare altrettanto curioso dover ricordare, come se ci trovassimo ad una lezione di educazione civica della scuola dell’obbligo, che la nonviolenza è costantemente popolata di azioni illegali. L’episodio di Rosa Parks che rifiuta di alzarsi e cedere il posto a un bianco dovrebbe essere un esempio per tutti. La donna viene arrestata da un poliziotto, ma è lei a commettere un reato. Lei ha violato la norma secondo la quale i neri devono dare il posto ai bianchi. Il poliziotto ha solo applicato una legge. Eppure tutti noi (spero) a distanza di 65 anni consideriamo razzista la legge, ma un esempio di civiltà il comportamento della Parks e abbiamo messo quell’autobus in un museo.
A chi mi scrive: saresti contento se occupassero casa tua? La casa per la quale stai pagando un mutuo? Rispondo di stare tranquilli. Nessuno occuperà le nostre case. Nessuno verrà a tirarci giù dal letto o a sfilarci il piatto da sotto il naso. Non credo che veramente ci sia ancora qualcuno che abbia paure del genere. Sono cretinerie da Peppone e Don Camillo, imbecillate che nemmeno un qualunquista come Guareschi direbbe più.
Gli spazi occupati vanno a colmare un vuoto che le istituzioni non vogliono considerare. Un’emergenza abitativa, sociale, relazionale, culturale. Questioni delle quali i neofascisti se ne sono sempre fregati. O che hanno utilizzato come operazione di facciata.
Con questo non voglio dire che la solidarietà sia un’esclusiva delle sinistre. Certamente no. Molte istituzioni religiose grandi e piccole colmano quel vuoto con grande fervore.
Non posso non riconoscerlo anche se percepisco le loro motivazioni con molta distanza.
E se tra i fascisti non è visibile alcun sentimento di solidarietà non dipende da me o da una mia deformazione ideologica. Dipende dalla loro stessa ideologia. Non penso che un fascista debba essere rispettato per le proprie idee. Casomai penso che possa essere rispettato “nonostante” le idee che professa. E la stessa cosa la penso di un mafioso.
Per chiudere tornando alla questione di queste ore e, nello specifico, al Cinema Palazzo, anche Virginia Raggi mi pare che abbia, come scrive elegantemente Christian Raimo, capito di “aver pestato un merdone”. E ha cominciato la faticosissima arrampicata sugli specchi inseguendo la scalata del suo vice Luca Bergamo. Vedremo nei prossimi giorni se ha veramente intenzione di “lavorare per una soluzione che concili il rispetto e la tutela del diritto alla proprietà privata con la salvaguardia dell’esperienza del cinema Palazzo” come scrive.
Quel luogo è stato fino a poche ore fa uno spazio per incontri, spettacoli, raccolta di beni di prima necessità per le persone fragili del quartiere e un luogo di studio all’aperto.
In piazza dei Sanniti ora ci sono i poliziotti con i blindati e i lampeggianti che sparano luci vorticanti sui palazzi come se stessero arrestando un clan di mafiosi.
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