Aspettando Bookciak, Azione! 2021. Sul treno della vita dal Cilento a Milano passando per Caracas
In attesa di Bookciak, Azione! 2021 (la premiazione alle Giornate degli Autori veneziane il 31 agosto) presentiamo uno dei quattro libri che faranno da traccia ai bookciak. È “radici andata e ritorno” di Vincenzo Mazzeo (LiberEtà) per partecipare alla sezione “Memory Ciak”, realizzata con Spi-CGIL e che grazie alla collaborazione con Premio Zavattini, offrirà la possibilità di lavorare con i materiali dell’AAMOD. Un treno lungo una vita, dal Cilento a Milano passando per Caracas nel romanzo di formazione di un ex sindacalista delle ferrovie, che narra una storia di emigrazione, battaglie per i diritti, piccole grandi conquiste, scoperte, culture e tradizioni diverse …

Radici andata e ritorno di Vincenzo Mazzeo, vincitore del premio Liberetà (in tale veste sarà presentato a Venezia nella sezione Memory Ciak del Premio Bookciak, Azione! 2021 realizzato in collaborazione con Spi Cgil), si inserisce a buon titolo nel solco della memorialistica italiana.
O meglio, è una storia tutta italiana che dice molto su una generazione costretta a emigrare all’estero in cerca di fortuna e poi tornata indietro sconfitta; spinta ancora una volta a trasferirsi dal sud povero al nord industriale del nostro paese; e ancora protagonista fino al riscatto finale, rimasta indenne nei valori di fondo durante un cinquantennio tumultuoso che non le ha fatto perdere di vista identità e radici.
La parte più coinvolgente del libro è quella che narra le vicissitudini della famiglia Mazzeo negli anni Cinquanta del Novecento, trasferitasi dal Cilento in Venezuela sulle orme del capofamiglia. Ed è anche quella che meglio riassume i caratteri di un popolo forgiato negli usi locali, costretto a confrontarsi con altri popoli e civiltà lontane, e che su questo confronto costruisce la propria ricchezza.
Una volta tornato in Italia il protagonista, nel frattempo fattosi uomo, troverà lavoro a Milano, dove alla fine si trasferirà anche il resto della famiglia. Qui il protagonista, in anni decisivi per il movimento operaio e grazie anche al lavoro nel sindacato, potrà far valere l’esperienza maturata lontano da casa nella ricerca di una nuova identità personale e collettiva.
Giungiamo così ai giorni nostri. Nell’Italia di oggi e nel bagaglio di un sindacalista costretto a fare i conti con la realtà quotidiana non c’è più spazio per la poesia. È come se, dopo la descrizione efficace di illusioni e speranze, delusioni e piccole gioie di chi era uso partire con la valigia di cartone e una scorta di panini con la frittata, i tempi e le logiche del lavoro sindacale lasciassero il passo a realtà più amare.
È vero che si possono trovare esperienze e aspirazioni analoghe negli immigranti che attraversano oggi il Mediterraneo, conosciuti e magari reclutati dall’autore in veste di sindacalista (qualcosa di simile l’ha narrato Mario Foderà in Io marinaro, la vita avventurosa di un migrante del mare, libro della sezione Memory Ciak 2018). Ma il parallelo, che troverebbe spazio in un discorso politico o in una piattaforma sindacale, non riesce qui a trovare una profonda ispirazione narrativa. Resta però la registrazione puntuale di un’altra storia che avrà bisogno di nuovi eroi e di nuovi cantori.
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