Aspettando Bookciak, Azione! cominciamo dai libri. Le poesie dipinte di Federico Italiano

Vi presentiamo “La grande nevicata”, raccolta di poesie di Federico Italiano (Donzelli 2023), vincitore di Bookciak, Legge 2024, per la sezione poesia. Alle sue pagine saranno ispirati i bookciak 2024 di cui scopriremo i vincitori il 27 agosto al Festival di Venezia.  Poeta molto visivo, Italiano, al posto di pennelli e colori, ha scelto il tocco, la disposizione e il ritmo musicale delle parole. E i suoi quadri emotivi offrono al lettore un’occasione coinvolgente di visita privata ad una mostra o allo studio di un’artista, non importa se pittore o fotografo …

Questo signore di nome Federico e cognome Italiano è un pittore che per esprimersi, al posto di pennelli e colori, ha scelto il tocco, la disposizione e il ritmo musicale delle parole.

Scorrendo i suoi quadri emotivi – quarantuno, divisi in cinque capitoli (Tecniche di caccia, La linea della neve, Complementi di luogo, Il meteorologo e Terminal) – che compongono La grande nevicata (84 pagine di poesie edite da Donzelli nel 2023), l’effetto è, per il lettore, di un’occasione coinvolgente di visita privata ad una mostra o allo studio di un’artista, non importa se pittore o fotografo.

Poeta molto visivo, indubbiamente.
E le sue immagini dolenti – ma in certi punti, perché no? Anche divertenti, come il quadretto sulla minacciosa e ripugnante barbabietola, col suo brodoso rosso sangue, che scandisce in due appuntamenti, di bambino e poi adulto, la sua vita – sono la sua poesia.

Immagini di solitudine urbana.
Ma piena di colori: il nero dei corvi, il bianco della neve a Vienna con “Le ville di smeraldo o zaffiro incastonate nel bracciale del parco”.
Non può, anche se dall’altra parte del mondo e ormai in un’altra epoca, non venirti in mente Hopper, ma anche, tornando in Europa, a proposito di rosso, quella rivoluzione che a Parigi nel 1874 ha portato gli impressionisti ad esporre, per la prima volta insieme, nello studio del fotografo Nadar, i loro quadri scegliendo uno sfondo pompeiano o forse sangue.

E, a proposito di sangue attuale, è con la “nostalgia fortissima” per la pietra bianca di Gerusalemme che racconta il dolore per il suo sentire attuale “ora sei trapassato prossimo, biografia ipotetica, sogno perfetto, ottativo di visioni”.
E con la cenere opalina e accecante di Terminal, l’ultimo capitolo, che si chiude, per ora, la sua “galleria” poetica.