Aspettando Bookciak, Azione! cominciamo dai libri. Un nonno coraggio per la sezione Memory Ciak

Vi presentiamo “Il volo del pettirosso” romanzo-diario di Alvise Fretti (LiberEtà 2022) protagonista della sezione speciale Memory Ciak, realizzata in collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà e premio Zavattini. Chi sceglierà di ispirare il suo bookciak a questo libro potrà utilizzare gratuitamente il repertorio dell’AAMOD. Un diario autobiografico di provincia, attraverso la vita di un pensionato con figlia e nipote. Gioie e difficoltà della vita quotidiana, attraverso una scrittura minimalista capace, a tratti, di sfiorare la poesia …

 

Il volo del pettirosso di Alvise Fretti, libro vincitore della 24a edizione del premio letterario LiberEtà, è stato presentato per la sezione Memory Ciak in occasione della premiazione di Bookciak legge 2023, che ha avuto luogo lo scorso 19 aprile in Campidoglio.

Il libro di Fretti, insieme ai vincitori di Bookciak legge, farà da traccia ai corti sperimentali realizzati da giovani filmmaker che saranno premiati il prossimo 29 agosto alla Mostra di Venezia nell’ambito del tradizionale evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori.

Ricordiamo che Memory Ciak, sezione del premio Bookciak, Azione! dedicata in particolare al tema della memoria e al dialogo tra generazioni, è il risultato di una felice sinergia del premio con lo Spi-Cgil, LiberEtà e il Premio Zavattini.

Il libro di Alvise Fretti, dunque, rispetta i canoni del racconto di vita vissuta, denso di valori e virtù da difendere e da trasmettere alle nuove generazioni. In questo caso è una specie di diario autobiografico di provincia, in cui il protagonista ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, il matrimonio, gli anni del duro lavoro, la scelta di rappresentare i lavoratori nelle lotte sindacali, la nascita della figlia e poi della nipote, la morte prematura della moglie.

E poi l’inizio di una nuova vita da pensionato con figlia e nipote, la corte di amici che si riuniscono al campo degli orti, e la piccola ma significativa e vincente battaglia per difendere dalla speculazione un piccolo appezzamento di terra che è stato loro donato dal comune. Una storia minore, si potrebbe dire, raccontata con una scrittura minimalista e priva di ambizioni letterarie, che tocca però corde profonde dell’immaginario comune e, prendendo a modello Emily Dickinson, arriva a sfiorare la poesia in alcuni passaggi.

Piccole gioie e grandi dolori, aspettative e delusioni, impegno civile, convinzione, e anzi certezza di essere dalla parte giusta nella battaglia per migliorare le condizioni di vita e quelle delle generazioni future: lo sguardo di Alvise Fretti può apparire ingenuo e naïf per quanto è ricco di buoni sentimenti e politicamente corretto – se si eccettua una riflessione alquanto inattesa sulle virtù del suicidio – ma pone alcuni temi che non possono essere elusi, a cominciare dal peso crescente degli anziani nella società post industriale e dalla necessità di dotarli di servizi e attenzione da parte dell’amministrazione pubblica.

Il libro si legge d’un fiato e lascia in bocca un gusto di antichi sapori e genuinità. Peccato per l’uso spropositato del verbo “rigorosamente”, ormai retorico e vintage, e, in compenso, l’adozione di improbabili termini giovanilisti tra cui il deprecabile “scialla”.


Carlo Gnetti

giornalista e scrittore

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