Aspettando Bookciak, Azione! cominciamo dai libri. Un ragazzo in fabbrica per la sezione Memory Ciak

Vi presentiamo “Il ragazzo con la tuta blu romanzo di Peppe Lomonaco (LiberEtà) protagonista della sezione speciale Memory Ciak, realizzata in collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà e premio Zavattini. Chi sceglierà di ispirare il suo bookciak a questo libro potrà utilizzare gratuitamente il repertorio dell’AAMOD. Un racconto in flashback con passaggi continui da un’epoca e l’altra: dagli anni della gioventù in Basilicata all’emigrazione forzata a Milano, dalle giornate in uno scantinato umido fino al lavoro in fabbrica e al matrimonio, dalle scorrazzate in Caballero per le vie di Milano ai primi scioperi e al riscatto sociale …

 

 

Una specie di flusso di coscienza, un racconto in flashback con passaggi continui da un’epoca e l’altra: dagli anni della gioventù in Basilicata all’emigrazione forzata a Milano, dalle giornate in uno scantinato umido fino al lavoro in fabbrica e al matrimonio, dalle scorrazzate in Caballero per le vie di Milano ai primi scioperi e al riscatto sociale.

È questo Il ragazzo con la tuta blu, libro di Peppe Lomonaco vincitore del premio Guido Rossa, in concorso per la sezione speciale Memory Ciak 2024 del premio Bookciak, Azione! realizzata in collaborazione con Spi-Cgil, LiberEtà e Premio Zavattini e pensata come luogo di confronto tra generazioni sui temi del lavoro, dell’impegno sociale e civile.

Nato in una famiglia di braccianti, l’autore – che ha già all’attivo i libri È stata una lunga giornata. Storia d’amore e di fabbrica nell’autunno caldo del 1969 (Motola 2011), Gita aziendale e altre storie (Edizioni Giannatelli, 2013), Storie, soltanto storie (Lillitbooks, 2019) – è stato operaio qualificato ma ha continuato a coltivare la passione per la scrittura e la tradizione del racconto orale.

Attingendo alla vita reale, Il ragazzo con la tuta blu racconta le esperienze vissute negli anni Sessanta e Settanta da molti giovani emigrati dal Sud Italia, arricchendole con osservazioni acute e puntuali. Qui descrive in modo efficace i disagi e le privazioni dei primi anni, i lavori precari e l’ingresso in fabbrica, la crescita della coscienza politica e le conquiste operaie fino alla strage di piazza Fontana, che segnerà il passaggio di un’epoca; ma anche lo sviluppo impetuoso della città, le difficoltà dei rapporti umani, la crisi della famiglia patriarcale, la vita in fabbrica e le discussioni sindacali e politiche durante l’orario di mensa.

L’interno di fabbrica diventa così un luogo inusuale per parlare di lavoro, di dinamiche interpersonali, di logiche e gerarchie aziendali, ma anche un’occasione per riportare i pensieri che avvolgono la mente durante il turno di lavoro e soprattutto durante il turno di notte, quando – come nel nostro caso – il pensiero va a ciò che si è lasciato alle spalle e alle persone che ci attendono nel tepore di un letto matrimoniale.

Il ricordo della vita trascorsa che irrompe continuamente nei pensieri del protagonista serve a mantenere il contatto con le radici, ma serve anche a rendere lacerante il confronto tra due mondi diversi e due modi di vivere che, prima di essere assimilati, devono necessariamente passare attraverso il conflitto. Angelo, protagonista ed alter ego di Peppe Lomonaco, è destinato a vivere sulla sua pelle tutte le intemperie e gli sconvolgimenti di quegli anni difficili.

Una volta si diceva che “il personale è politico”. Il ragazzo con la tuta blu racconta con un sovrappiù di nostalgia la parabola di una persona e lo spirito di un’epoca difficile e contraddittoria. Certo, allora eravamo tutti più giovani e meno inclini al compromesso, e senza dubbio quegli anni ponevano le basi per il riscatto sociale e la crescita civile di un’intera generazione. Ma come dimenticare che, con la strage di piazza Fontana, fu posto il primo tassello di quella strategia della tensione che ha avvelenato la storia italiana degli ultimi cinquant’anni?