Il futuro è negli archivi. UnArchive Found Footage Fest II edizione, con Eyal Sivan e Sergei Loznitsa

Con due ospiti speciali come il regista ucraino Sergei Loznitsa e il regista, produttore e saggista isreliano Eyal Sivan, prenderà il via a Roma dal 28 maggio al 2 giugno la seconda edizione di Festival Internazionale UnArchive Found Footage Fest, promosso dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Tema centrale ancora una volta il riuso creativo delle immagini attraverso film provenienti da tutto il mondo, dibattiti, incontri e sonorizzazioni live. Tra gli eventi speciali quello dedicato al regista palestinese Kamal Aljafari …

Il ritorno del Festival Internazionale UnArchive Found Footage Fest a Roma per la sua seconda edizione, dal 28 maggio al 2 giugno 2024, celebra il creativo riuso delle immagini. Con oltre 115 opere tra lungometraggi, cortometraggi, installazioni e performance, il festival trasforma il quartiere Trastevere in un palcoscenico per l’arte. Accogliendo ospiti internazionali di rilievo, l’evento offre un’esperienza coinvolgente di condivisione e dialogo.

Promosso dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e ideato da Luca Ricciardi, il festival esplora il potenziale delle immagini d’archivio nell’arte contemporanea, cercando di reinventare il cinema attraverso nuove forme espressive e interpretazioni critiche del presente. Il cinema proposto è audace e penetrante, capace di esplorare, interrogare e rianimare le fonti con cui lavora. Come evidenziato nel manifesto di quest’anno, ideato dall’artista Gianluca Abbate, si tratta di un cinema al confine tra privato e pubblico, tra poetico e politico. Un “cinema che brucia”.

“Ogni immagine, sia fissa che in movimento, è un’immagine d’archivio poiché rappresenta qualcosa che non è più presente. In questo senso, l’idea di archivio come raccolta di immagini del passato, distinta da quelle del presente, non ha significato. Tutto è archivio, o meglio, l’archivio non esiste”, sottolineano i direttori artistici Alina Marazzi e Marco Bertozzi.

Il primo festival dedicato al riuso creativo delle immagini vedrà la partecipazione di una giuria internazionale composta dai registi Bill Morrison e Firouzeh Khosrovani, insieme alla montatrice e regista Sara Fgaier. Una seconda giuria di studenti sarà guidata dal regista Giovanni Piperno.

Il festival prende il via con il documentario di Sergei Loznitsa, The Kiev Trial 2022, seguito dal focus su Eyal Sivan e la proiezione di Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno 1992, che approfondisce il processo ad Adolf Eichmann. Tra gli eventi speciali si distingue An unusual archive, dedicato al regista palestinese Kamal Aljafari e al suo impegno nel ricomporre e mostrare in modo unico l’archivio disperso di una nazione non riconosciuta sulle mappe geografiche. Inoltre, si tiene l’evento “Archiveology” su Decasia, un film di collage americano del 2002 diretto da Bill Morrison. Fuori concorso, sono presenti sezioni tematiche come “Frontiere”, “Panorami italiani” e “Riuso di classe”, con collaborazioni speciali come il ReFrame Award di IDFA e il MUTA Festival.

Tra i film presentati,  Il Cassetto Segreto di Costanza Quatriglio dedicato a suo padre Giuseppe, attraverso la cui opera di giornalista e scrittore, dà voce ai principali intellettuali e artisti del tempo, mentre rivela i volti più celebri del cinema e della letteratura.

Inoltre, merita una menzione Solaris mon amour di Kuba Mikurda, Laura Pawela & Dj Lenar, che prende ispirazione dal capolavoro di fantascienza di Stanisław Lem, Solaris (tradotto in italiano nel 2013 da Sellerio Editore Palermo, mentre l’edizione originale in inglese è stata pubblicata dalla casa editrice Nord nel 1973). La narrazione offre un viaggio intimo attraverso il dolore, il lutto e la memoria. Utilizzando estratti da 70 film dell’Educational Film Studio di Lodz degli anni ’60 e prime trasposizioni radiofoniche di Solaris, il film si concentra su primi piani e inquadrature astratte, sacrificando il contesto originale. Nessun primo piano (tranne nell’ultimo segmento) per permettere agli spettatori di identificarsi con la voce fuori campo piuttosto che con i personaggi sullo schermo.

Quest’anno, la maggior parte delle proiezioni sono documentari che affrontano temi politici e sociali, o esperienze personali. Tra questi, spiccano Home Invasion di Graeme Arnfield, film interamente realizzato in casa che dimostra fino a che punto può spingersi l’alienazione privata. Scenes of Extraction di Sanaz Sohrabi analizza il rapporto tra l’economia politica della fotografia, le tecnologie d’archivio e la storia visiva dell’estrazione delle risorse in Iran. Home Sweet Home di Annika Mayer è un film che affronta l’invisibilità della violenza domestica negli anni ’60. Inoltre, non è da sottovalutare Families’ Albums di Moïa Jobin-Paré, film animato che offre uno sguardo sugli album familiari.

Nella sezione “Panorami italiani”, si distinguono Fella il mio dio vivente di Daniele Vicari, 16 Millimetri alla Rivoluzione di Giovanni Piperno e The House He Built 2019 di Caterina Borelli. Quest’ultima affronta il dibattito contemporaneo sul ruolo degli oggetti nella vita quotidiana, interrogandosi se le pratiche di raccogliere, comprare, collezionare e accumulare siano influenzate dalla società dei consumi o se siano invece bisogni intrinseci alla natura umana.

Nella sezione UnArchive//Expanded due opere di Studio Azzurro offrono uno sguardo innovativo sugli archivi: l’installazione site-specific La cesta del montatore nel suggestivo Tempietto del Bramante e il loop audiovisivo Radici iconiche. Casa Borelli, un appartamento in Vicolo Moroni, ospita l’installazione Afterimage per la stessa sezione.

Presso l’Alcazar Live, la sezione Live Performance promette un viaggio attraverso diverse pratiche di riuso e sonorizzazione dal vivo delle immagini, dalle composizioni del Luce in occasione del centenario dell’Istituto, dedicate all’elemento dell’acqua e curate da Roland Sejko con le musiche di Teho Teardo, alla sonorizzazione dal vivo di film sperimentali di Gianfranco Brebbia, al VJing collagista di Gianluca Abbate e Alessandro D’Alessandro.

Il festival propone anche due momenti di approfondimento nella sala conferenze dell’Accademia di Spagna a Roma: il panel “L’immagine situata: Pensieri e pratiche d’archivio tra femminismo e decolonialità”, con interventi di artiste, ricercatrici e teoriche, e la tavola rotonda “Poetiche del riuso nel contemporaneo”, che mette a confronto le esperienze degli autori presenti in questa edizione.

Infine, due ospiti d’eccezione, il regista ucraino Sergei Loznitsa e il regista, produttore e saggista isreliano Eyal Sivan, terranno due masterclass incentrate sulle pratiche di riuso, la prima in collaborazione con l’Università IULM e la seconda con la NABA di Roma.

UnArchive Found Footage Fest è in collaborazione con Archivio Luce – Cinecittà, e con il patrocinio del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Qui il programma completo.