Aspettando l’arrivo in sala del film di Sepideh Farsi. Le anteprime e la mostra fotografica di Fatma Hassona

 

Aspettando l’arrivo nelle sale – il 27 novembre con Wanted Cinema – del documentario Put Your Soul on Your Hand and Walk – Prendi in mano l’anima e cammina di Sepideh Farsi, dedicato alla giovane fotoreporter palestinese Fatma Hassona, ecco una serie di anteprime evento accompagnate  dalle footografie inedite scattate da Fatma a Gaza nella primavera e nell’estate 2024, selezione condivisa con la regista e destinata a sostenere economicamente la famiglia della fotoreporter uccisa dalle bombe israeliane.

Le anteprime, tutte arricchite da incontri e testimonianze, toccheranno diverse città:

  • 21 novembre ore 21:15, Catania – Cinema King: evento con Watermelon Friends Italia

  • 23 novembre ore 12:00, Roma – Cinema Barberini: proiezione con dibattito a cura di Luisa Morgantini (Assopace Palestina), Michela Greco (Emergency), Letizia Guadagno e Rosa Mazzone (Medici Senza Frontiere), Marilena Grassadonia (Sinistra Italiana – AVS)

  • 25 novembre ore 21:15, Milano – Cinema Ariosto: evento realizzato con Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Associazione Stampa Estera, Fondazione Diritti Umani, Articolo21 e Associazione Lombarda dei Giornalisti; talk introduttivo di Sanja Lucic, Ester Castano e Danilo De Biasio

  • 26 novembre ore 20:30, Forlì – Cinema Saffi: proiezione curata dal Forum delle Donne

  • 26 novembre ore 21:00, Roma – Nuovo Cinema Aquila: evento con il giornalista Sabato Angieri

La mostra fotografica di Fatma Hassona accompagnerà il percorso delle anteprime, con tappe a Firenze, Agrigento, Iglesias, Arezzo. Qui l’elenco completo. Gli scatti, esposti per volontà di Sepideh Farsi, mantengono vivo lo sguardo di Fatma sulla sua città e contribuiscono direttamente al sostegno della madre, unica superstite della famiglia.

Il film, costruito sulle videochiamate tra Farsi e Hassona, testimonia la vita quotidiana a Gaza e la resistenza della giovane fotografa, uccisa il 16 aprile 2025 insieme a gran parte della sua famiglia durante un attacco dell’esercito israeliano, mentre il documentario era ancora in lavorazione. La sua voce e il suo lavoro sopravvivono ora attraverso il film e la mostra.

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