Cannes 2020, nel festival che non c’è non c’è neanche Nanni Moretti. Sarà a Venezia?

Wes Anderson (The French Dispatch), Naomi Kawase (True Mothers), Thomas Vinterberg (Another Round) e addiruttura un doppio Steve McQueen (Lovers Rock e Mangrove), ma Nanni Moretti non c’è.
L’attesa del cartellone virtuale di questa Cannes 2020 era, infatti, tutta lì. Almeno per noi italiani. Sapere se Tre piani, ultima creatura di Moretti e suo primo adattamento da un romanzo (quello omonimo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo) sarebbe stato nel Label del festival d’oltralpe, annunciato in pompa magna nella serata di mercoledì 3 giugno dal suo delegato generale, Thierry Frémaux insieme al presidente della kermesse Pierre Lescure.
Nel festival che non c’è, insomma, non ci sarà neanche Nanni che, prima del dramma della pandemia e dell’annullamento dell’edizione 73 di Cannes, era attenso in concorso sulla Croisette, come accade ormai da anni per ogni suo nuovo titolo.
Tantomeno Frémaux ha fatto parola di nulla – né nessun giornalista l’ha potuto chiedere poiché l’annuncio è stato a porte chiuse nella sala deserta – ribadendo però la “collaborazione”, più volte annunciata con gli altri festival – San Sebastian, Toronto e pure Venezia -, dai quali potranno passare, anche in concorso, i titoli della “collezione Cannes 2020”, per gentile concessione della direzione “aziendale”.
Thierry Frémaux garantisce, infatti, che questa selezione più surreale che virtuale – 56 titoli in tutto, tanta Francia e molte registe donne – servirà, ancorché simbolicamente, a sostenere il cinema rivelatosi più vivo che mai (i film inviati ai selezionatori hanno superato il record dei duemila), nonostante la pademia. Il marchio Cannes, insomma, accompagnerà i titoli della selezione possibilmente anche nelle sale alla loro riapertura, dando forza e coraggio alla ripresa del settore.
Quanto a Venezia le discussioni sono ancora in corso, mentre scappa la frecciatina secondo cui alcuni registi avrebbero preferito stare nella selezione virtuale di Cannes piuttosto che passare realmente alla Mostra in settembre. Chissà.
Un pezzetto di Italia, comunque, figura in questo Label. È Last Words film apocalittico di Jonathan Nossiter, frutto di una coproduzione italo-francese, tratto dal romanzo Mes derniers Mots di Santiago Amigorena. “Un film di finzione su un tempo che speriamo di non vivere: la fine del mondo per motivi climatici”, ha commentato lo stesso Thierry Frémaux.
Chissà se anche su questo è in corso una “trattativa” per farlo passare a Venezia. Certo che dopo l’annuncio del label Cannes 2020 la Laguna per Nanni sembra più vicina.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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