Cannes, edizione 2020 cancellata: e chiede “asilo” ai festival dell’autunno

Dove poté solo la Seconda Guerra Mondiale, è riuscito il Covid-19: l’edizione 2020 del Festival Internazionale dei Film di Cannes è stata ufficialmente cancellata, almeno nella sua forma consueta. Lo ha confermato il presidente Pierre Lescure a Le Figaro, precisando che è allo studio una collaborazione con altri festival (Venezia, San Sebastian, Toronto), nella speranza di poter ospitare all’interno di essi alcuni eventi che avrebbero animato la manifestazione francese di quest’anno.
«Stiamo cercando di capire come», ha affermato Lescure, «una grande apertura comune? Due, tre giorni in comune?». Intanto, comunque, sarà annunciata a giugno la lista dei titoli che avrebbero animato Cannes 2020. Alcuni li ha già anticipati il direttore del festival, Thierry Frémaux: l’ultimo lungometraggio di Nanni Moretti, Tre piani (dal romanzo omonimo di Eskhol Nevo, Neri Pozza, 2015), la nuova fatica della Pixar Soul (dal regista di Inside Out Pete Docter) e il nuovo film di Wes Anderson The French Dispatch.
Lo stesso presidente della giuria Spike Lee avrebbe dovuto presentare (fuori concorso) il suo Da 5 Bloods, distribuito da Netflix (dove sarà comunque pubblicato a giugno), in quella che avrebbe potuto essere una (almeno parziale) “pacificazione” tra Cannes e il colosso dello streaming dopo gli attriti degli ultimi anni.
Fremaux ha comunque sottolineato la volontà del festival di «promuovere le opere magnifiche che abbiamo ricevuto da tutto il mondo» e «aiutarle a trovare il loro pubblico». E anche Lee, assicura il direttore, «ci resterà fedele, qualunque cosa accada», auspicando di ritrovarlo alla presidenza della giuria per Cannes 2021.
Nel frattempo, anche Fremaux conferma le trattative in corso con altri festival, sia francesi che esteri, previsti per l’autunno e oltre, nella speranza di ospitare almeno parte dei film e degli eventi di quest’anno: tra le manifestazioni che si vuole coinvolgere ci sarebbero anche quelle di Angoulême, Deauville, Busan (in Corea del Sud), New York e Lione (sede del Festival Lumière, “creatura” dello stesso Fremaux). Se gli accordi andassero a buon fine, insomma, dalle ceneri dell’edizione 2020 potrebbe nascere il primo festival di Cannes “diffuso” della storia.
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