C’è Dracula a Locarno 78. Con Radu Jude, Pippo Delbono e Abdellatif Kechiche grandi ritorni (e letteratura)

«Una difesa del cinema come forma d’arte viva e in perenne evoluzione». “Un cinema che gioca, che rischia, sogna e provoca; che testardamente resta nel mondo». Da una parte la presidente Maja Hoffmann, dall’altra il direttore artistico Giona A. Nazzaro. Nel mezzo l’edizione numero 78 del Festival di Locarno (dal 6 al 16 agosto) che si riconferma luogo di ricerca e narrazione del contemporaneo. A partire dal presidente di giuria: il cambogiano Rithy Panh.

Cominciamo da un grande ritorno, anche letterario, con l’atteso Dracula tutto girato con l’iPhone del rumeno Radu Jude in corsa per il Pardo d’oro (nelle foto). Qui l’Italia gareggia con Le bambine opera prima di Valentina e Nicole Bertani, “storia su cosa significhi crescere in un mondo in cui gli adulti non vedono realmente i bambini per come sono”.  Sempre in competizione, ecco gli austriaci Elsa Kremser e Levin Peter, il palestinese Kamal Aljafari con With Hasan in Gaza, lo svizzero Fabrice Aragno con Le Lac ambientato a bordo di una barca a vela.

Tra i nomi importanti, un attesissimo ritorno: il regista franco tunisino Abdellatif Kechiche, Palma d’oro con il controverso La vita di Adele nel 2013, che propone Mektoub, My Love: Canto due sequel del Canto uno del 2017 e di Intermezzo del 2019.

Letterario è anche il film di chiusura, il musical Kiss of the spider woman di Bill Condon, con Jennifer Lopez e Diego Luna, basato sulla trasposizione teatrale del romanzo di Manuel Puig, che era già stato portato al cinema nel 1985 da Héctor Babenco: Il bacio della donna ragno con Sonia Braga e William Hurt. In apertura, invece, Le Pays d’Arto debutto nella fiction della regista armena Tamara Stepanyan.

Letterario è un altro grande ritorno: Shining di Stanley Kubrick capolavoro del brivido, dal romanzo omonimo di Stephen King, in programma il 10 agosto in seconda serata in piazza Grande. Qui si avvicenderanno anche Jafar Panahi con Un simple accident, Palma d’oro 2025 e, il letterario, La petite dernière di Hafsia Herzi, dall‘omonimo romanzo di Fatima Dass, premiato sempre a Cannes per la giovane protagonista Nadia Melliti. Da Cannes arriva anche l’italiano Testa o croce? di Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis.

Nella sezione Cineasti del presente c’è ancora italia con Gioia mia di Margherita Spampinato prodotto da Gianluca Arcopinto e Fandango. Fuori concorso è l’improvvisamente prolifico Giulio Base. Già presente in sala col dicutibile e discusso Albatross, rievocazione edificante della (breve) vita di un giovane esponente dell’eversione nera dei Settanta,  a Locarno presenterà il suo nuovo di zecca (produce sempre la moglie Tiziana Rocca con RaiCinema) Il vangelo di Giuda che, liberamente tratto dai Vangeli, vuole indagare una delle figure più controverse della storia dell’umanità.

Felice ritorno, invece, è quello di Pippo Delbono, anche lui fuori concorso, con Bobò la voce del silenzio, ritratto doc in memoria di uno dei suoi attori più straordinari che, attraverso il teatro, si è liberato dagli orrori vissuti nel manicomio di Aversa dove era stato rinchiuso per 46 anni. Ricordiamo a proposito di Vangelo la sua rilettura folgorante del 2016 interpretata dai rifugiati di un centro di accoglienza del Piemonte.

Ultimo titolo letterario Io non ti lascio solo di Fabrizio Cattani (sezione Locarno Kids). Tratto dal romanzo omonimo di Gianluca Antoni edito da Salani è una favola moderna che tinge di noir un classico coming-of-agecon protagonista un ragazzino che ha perso la madre.

Da segnalare ne La semaine de la critique un documentario decisamente di rottura: Nella colonia penale di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goiae Alberto Diana, viaggio attraverso le ultime colonie penali tuttora attive in Europa, popolate in maggioranza da migranti.


Gino Santini

redattore

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581