Da Anne Lister alla Tamburina. Il palinsesto cine-letterario festivo (de laF) è donna


Per queste feste laF (sul canale 135 di Sky), da venerdì 24 dicembre 2021 a venerdì 7 gennaio 2022, offre al telespettatore un palinsesto di qualità incrociando la letteratura con la migliore serialità televisiva in un esclusivo racconto di intrattenimento culturale tratto da grandi classici e bestseller.

Tornano infatti le serie tratte dai grandi classici e dai best seller della letteratura: martedì in prima serata la serie evento La Tamburina (Little drummer girl) per la regia di Park Chan-wook, il regista di culto della Trilogia della vendetta (Mr. Vendetta, Old Boy, Lady Vendetta). La miniserie di spionaggio, da noi poco notata qualche anno fa nel suo passaggio su Amazon Prime Video  ora sulla tv della Feltrinelli, ci permette di recuperare la colpevole distrazione. Lo spy thriller in 8 episodi è tratto dall’omonimo romanzo di John le Carré che aveva già avuto un precedente cinematografico, nel 1984, con la versione a firma di George Roy Hill interpretata da Diane Keaton e Klaus Kinski.

Nel 1979 una serie di piccoli attentati portati avanti da un gruppo antisionista spinge i servizi segreti israeliani a reclutare una giovane attrice e attivista per infiltrarla nei ranghi dell’organizzazione terrorista per rovesciarla dall’interno. Oltre a una regia di straordinaria precisione e inventiva (da non perdere il gioco di ombre cinesi sul Partenone nel primo episodio), la serie gode di un cast di incredibile talento: Alexander Skarsgård, Florence Pugh e Michael Shannon.

Il 24 e 31 dicembre sarà la volta di Sanditon, la serie tratta dall’omonimo romanzo incompiuto di Jane Austen e firmata dallo sceneggiatore premio BAFTA Andrew Davies. Ambientato nei primi decenni dell’Ottocento, nel periodo cosiddetto “della reggenza” (quando Giorgio III lasciò il trono al figlio, principe di Galles), Sanditon è un period drama dalla ricostruzione dettagliata di ambienti e costumi dell’epoca che racconta la vicenda dei due giovani protagonisti: Charlotte Heywood (Rose Williams) e Sidney Parker (Theo James).

Dopo un incidente in carrozza, Charlotte viene invitata per la convalescenza dalla facoltosa famiglia Parker presso la residenza balneare di Sanditon, località che sta vivendo una trasformazione in meta particolarmente ambita e “alla moda”.

L’ingenua e combattiva Charlotte si troverà così a confrontarsi con un ambiente sociale distante dal suo, sullo sfondo dei profondi cambiamenti in atto.

Ancora un period drama stavolta tratto da una fortunata serie di romanzi e remake di un’altro serial tv di grande successo prodotta negli anni Settanta, dal 24 al 30 dicembre, con due appuntamenti giornalieri, è in programma Poldark, uno dei drammi in costume più amati degli ultimi anni. Interpretato da Aidan Turner ed Eleanor Tomlinson e tratto dai romanzi di Winston Graham narra le vicende di Ross Poldark, esponente della piccola nobiltà terriera della Cornovaglia, ritorna in patria alla fine della Guerra d’Indipendenza americana per cercare di far fruttare le sue miniere di rame. Leale ed allergico ai privilegi di classe, è sempre in bilico tra i suoi amori, la popolana Demelza e la nobile Elizabeth, ora sposata a suo cugino Charles e poi al suo acerrimo rivale, il ricco banchiere arrivista George Warleggan. Affiancando a questi molti altri personaggi di varia estrazione sociale e dalla personalità mai scontata, Poldark offre uno spaccato della vita nel XVIII secolo senza eccedere in romanticismo.

In più, grazie ad una sapiente messa in scena viene incrociata tutta la bellezza dei paesaggi della Cornovaglia, in cui si ambienta la vicenda, con le atmosfere intime del testo.

A seguire, dall’1 al 7 gennaio, è la volta di Gentleman Jack – Nessuna mi ha mai detto di no, la serie ambientata nel 1832 ad Halifax che racconta la vita straordinaria di Anne Lister, tratta dagli stessi diari della protagonista, interpretata dal premio BAFTA Suranne Jones. Le 7.720 pagine dei diari proclamati Memoria del mondo nel 2011 dall’Unesco forniscono materiale per un racconto pubblico e privato di quella che è stata definita “la prima lesbica moderna” ma anche della proprietaria terriera, imprenditrice, viaggiatrice e alpinista.

Ad interpretare la protagonista impettita, con il bavero della giacca sempre alzato, dallo sguardo fiero e la voce baritonale, è una bravissima Suranne Jones, già vincitrice del premio BAFTA e perfetta per dare risalto alla personalità della Lister, al suo fiuto per gli affari, ai sentimenti che cerca di gestire con piglio maschile e all’intraprendenza che la porterà a essere la prima donna a scalare il Monte Perdido e il Vignemale. Nata ad Halifax, nel New Yorkshire, nel 1791, Anne Lister si presenta da subito come una donna rivoluzionaria, forte, indipendente e sopra le righe. In Gentleman Jack facciamo la sua conoscenza quando sa già quello che vuole: è il 1832 e Anne decide di spostarsi a Shibden Hall per rafforzare i suoi affari e rivitalizzare la tenuta storica ereditata dallo zio. Nel paese non si fa che parlare di lei, specie quando ammette pubblicamente che non sposerà mai un uomo concentrando le sue attenzioni su Ann Walker (Sophie Rundle), la ricca e affascinante ereditiera in grado di allentare, anche solo per un attimo, la corazza nera che Lister ha montato per difendersi dall’odio del mondo.

Il rifiuto della femminilità più superficiale la rendono un’eroina ante-litteram la cui determinazione e voglia di fare l’hanno sorretta nella lotta per l’autoaffermazione e per la coerenza al proprio pensiero. Non può passare inosservato che Anne Lister fosse contemporanea di Jane Austen, l’autrice che ha sempre descritto personaggi femminili in cerca d’indipendenza. Il personaggio, definito dalla sceneggiatrice Sally Wainwright come uno dei «più eccitanti, appassionanti e brillanti della storia britannica», è stato oggetto di diversi progetti firmati dalla BBC, incluso il film del 2010 The Secret Diaries of Miss Anne Lister e il documentario Revealing Anne Lister. Un personaggio poco conosciuto dalle nostre parti, ma chissà che Gentleman Jack, scritto e diretto da tre donne, Sally Wainwright, Sarah Harding e Jennifer Perrott, non aiuti a fare luce sulla sua incredibile storia.


Gino Delledonne

Gino Delledonne
Architetto e docente universitario a contratto. Ha collaborato alle pagine culturali di vari giornali tra i quali "Diario" e "Archivio". Devoto del gruppo garage punk degli Oblivians.


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