Natalia Ginzburg, Carla Lonzi e le altre. Le GdA 2026 nel ricordo di Giorgio Gosetti “non mollano” insieme a Bookciak, Azione!

Svelato il cartellone delle Giornate degli Autori in memoria di Giorgio Gosetti. Nel programma, concluso dalla due giorni di Bookciak, Azione!, tanti film che si richiamano alla letteratura: dall’apertura con “Scarpe rotte” di Roberta Torre dedicato a Natalia Ginzburg, al messicano in concorso “Salón de belleza”, passando per “Fame d’aria” di Giuseppe Bonito (dal libro di Daniele Mencarelli) e “Mare mosso” di Roberto Cimpanelli (che adatta il suo romanzo), fino all’evento conclusivo “Peau d’homme” con Catherine Deneuve, dal graphic novel “Pelle d’uomo”. Il doc di Francesca Archibugi su Carla Lonzi e l’opera prima di Elisabetta Giannini “La leggenda del deserto” tra i profughi Saharawi. Apertura con “My Notes On Mars” di Lili Horvát e chiusura  con Robert Guédiguian. Balcanica” di Nicola Sorcinelli unico italiano in concorso …

«Noi non molliamo», risponde idealmente il team delle Giornate degli Autori all’esortazione che era solito lanciare Giorgio Gosetti, già Delegato generale e fondatore, nel 2004, della sezione indipendente che all’83ma Mostra del Cinema di Venezia (dal 2 al 12 settembre) terrà la sua 23ma edizione, dedicata proprio al critico, giornalista e operatore culturale venuto a mancare improvvisamente lo scorso marzo (a lui viene inoltre intitolata la residenza artistica di Laguna Film Lab).

Nel suo ricordo è stato annunciato il programma delle GdA (promosse da ANAC e 100Autori, presiedute da Francesco Ranieri Martinotti per la direzione artistica di Gaia Furrer), ospitando tanto cinema indipendente dall’Italia e dal resto del mondo e, anche, tanta letteratura.

A cominciare, anzi a finire in bellezza, con Bookciak, Azione!, che, in memoria dell’amico e compagno di strada Gosetti, l’11 e il 12 settembre al Lido concluderà le Giornate di quest’anno con un evento (in collaborazione col Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici – SNGCI, media partner RaiCultura) dove, tra le altre cose, si incoroneranno i corti vincitori del Premio cineletterario giunto alla XV edizione, e si terrà l’incontro-dibattito Il tempo passa parola: attese, tra le altre, la neopresidente onoraria di Bookciak Luciana Castellina, l’ideatrice Gabriella Gallozzi e la giuria, guidata da Costanza Quatriglio (attesa al Lido anche come partecipante alla conversazione su Memorie per il futuro – Il ruolo delle fonti nella costruzione cinematografica di narrazioni individuali e collettive) e formata con lei da Aurora Palandrani ed Elisabetta Giannini.

I titoli delle GdA, come quelli di tutte le altre sezioni della Mostra di Venezia, competeranno inoltre, per la seconda volta consecutiva, al Premio Bookciak per il miglior film da un’opera letteraria. Come il romanzo omonimo di Mario Bellatin (uscito in Italia per La Nuova Frontiera) all’origine di Salón de belleza, esordio alla regia dell’attrice messicana Nathalia Acevedo e incluso tra i 10 lungometraggi in concorso alle Giornate, narrandoci del salone di un parrucchiere gay che diventa rifugio per malati mentre infuria un’epidemia.

Dalla graphic novel Hubert e Zanzim Pelle d’uomo (edita da Bao) deriva invece l’Evento speciale di chiusura Peau d’homme di Léa Domenach, commedia antipatriarcale nel 1480, dove il fantastico ci fa riflettere su ruoli sociali e identità. Nel cast Catherine Deneuve, Karin Viard e la cantante Pomme. A proposito di fumetti, la collaborazione tra GdA, Venezia Cult e Comicon porterà ospiti quali il papà di Rat-Man Leo Ortolani e l’illustratore di Sandman e Batman: Arkham Asylum Dave McKean.

Le vite di protagoniste e protagonisti della pagina scritta e della cultura in genere ispirano poi altri film, come l’apertura delle Notti Veneziane (sezione non competitiva dedicata al cinema italiano, in accordo con Isola Edipo) Scarpe rotte, riportando al Lido la cineasta Roberta Torre (Tano da morire), che dirige Barbara Ronchi e si rifà liberamente alla biografia della scrittrice Natalia Ginzburg, in una Roma della Seconda guerra mondiale trasfigurata oniricamente.

Ancora alle Notti, la poesia di Rocco Scotellaro orienta il sentiero di Uno si distrae al bivio, dove Alessandra Lancellotti ci porta in una Lucania a tinte western, osservando un mondo e un’umanità rurale che rischiano di scomparire, mentre Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo rievoca la figura di Fernanda Wittgens (prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera) attraverso le sue lettere, il dialogo con la storica dell’arte Giovanna Ginex e l’interpretazione di Sara Drago. Gli Eventi speciali includono invece il nuovo doc di Francesca Archibugi Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo, dove la regista di Mignon è partita si propone di esplorare complessità e sfaccettature della saggista e attivista femminista, con abbondanza di materiali inediti.

Altri ponti cineletterari verranno dai #confronti, che oltre agli incontri su temi come la parità di genere, i progetti di formazione in Africa, il rapporto tra Storia e immagini, le problematiche di autori e autrici cinematografici in Italia e in Europa, l’approfondimento sull’artista Carlantonio Longi e la quarta edizione del Premio Le Vie dell’Immagine, proporrà due adattamenti: il dramma Fame d’aria di Giuseppe Bonito (dal romanzo di Daniele Mencarelli, Mondadori) e il noir Mare mosso di Roberto Cimpanelli (dal suo libro edito con Marsilio). Gli altri due film della sezione sono i documentari I Nisidiani di Riccardo Brun (sul laboratorio di scrittura nato nel carcere minorile di Nisida) e Waiting for Ken Loach di Simone Amendola.

Fra le tante proposte delle 23me Giornate, si segnala il debutto nel lungometraggio della giurata di Bookciak Elisabetta Giannini, La leggenda del deserto (prodotto dalla Marechiaro di Antonietta De Lillo), che porta i riflettori sulla popolazione Sahrawi, cacciata dalla propria terra in seguito all’invasione del Marocco, nel Sahara occidentale dove Christopher Nolan, tra le polemiche, ha girato parte della sua Odissea, prestandosi alla campagna di autolegittimazione dell’occupante. Giannini, invece, ridà voce agli esuli, raccontando il viaggio in quei luoghi della sorella Carolina negli anni ’90 (quando un referendum faceva sperare i profughi in un ritorno a casa) e confrontandolo con un presente dove le attese risultano amaramente tradite.

Il film lo vedremo tra i nove delle Notti Veneziane, assieme a Auber 89 di Giuseppe Schillaci, (ri)scoprendo la stagione di solidarietà e interventi pubblici nella banlieue parigina di Aubervilliers durante la municipalità comunista degli anni ’80, Domenica capitale – Genere domenicale di Giovanna Giuliani, che segue due donne vicine alla pensione nella Roma odierna, Memoria del lampo di Riccardo Giacconi, doc sonoro e indagine giornalistica su un omicidio avvenuto in un piccolo paese del Centro Italia quarant’anni prima, Il mestiere di Beppe Tufarulo, con Luigi Lo Cascio imbalsamatore di anziani morti per farli sembrare ancora in vita truffando il sistema previdenziale, e il titolo di chiusura della sezione Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri, opera sperimentale che segue le inquietudini della giovane attrice Chiara.

Una giuria tutta al femminile, presieduta dalla regista Orso d’oro Carla Simon, affiancata dalla cineasta e montatrice Sara Fgaier e da Hania Mroué (programmatrice e distributrice libanese, fondatrice della sala d’essai Metropolis, bombardata da Israele e da lei riaperta due anni or sono) assegneranno il GdA Director’s Award (cui si aggiunge il Premio del Pubblico) ai lavori in concorso. Accomunati, spiega Furrer, da protagonisti che «si spostano» e «devono interrogarsi su che cosa sia “casa”», mentre la stessa veste formale dei film muta da un genere a un altro. L’Italia è presente con Balcanica, co-prodotto da Serbia e Croazia e opera prima di Nicola Sorcinelli, seguendo un padre e un figlio migranti dall’Afghanistan e il loro incontro con una dottoressa interpretata da Matilda De Angelis.

Ad inaugurare e a chiudere la sezione competitiva sono rispettivamente My Notes On Mars dell’ungherese Lili Horvát (con Mackenzie Davis e Rupert Friend) e Une femme aujourd’hui di Robert Guédiguian. Il primo riflette sull’amore in una cornice fantascientifica, il secondo ci offre un nuovo spaccato umano e sociale del militante cineasta marsigliese, stavolta incentrato sulla trenacinquenne Juliette, il cui equilibrio entra in crisi dopo essere stata aggredita da un collega.

Gli altri titoli in gara includono la trasferta bosniaca della scrittrice Agata (Mia Wasikowska) nell’australiano Agata The Writer di Kuba Dorabialski, la vicenda del rifugiato ucraino Vitaly in Camouflage di Mykyta Gibalenko, l’affresco politico sulla condizione dei lavoratori in A veces me entra tristeza, otras veces rebelión, la famiglia queer di I Plant My Head in the Garden di Boris Hadžija & Hoda Taheri, il road movie all’indomani della Guerra dei trent’anni Les Indes di Pauline Julier e Nicolas Chapoulier e la prima volta in concorso della Nigeria con Dear Ajayi di Damilola Orimogunje.

Completano la selezione gli altri Eventi speciali, che ci portano dall’Egitto di Al Baraneya, diretto da Ashgan El-Hamus, all’Argentina di El Fantasma (dove Ignacio Masllorens e David Lamelas si muovono sulle tracce dell’artista visuale d’avanguardia Rubén Santantonín) passando per l’Italia dell’autobiografico Il massacro di Cosimo Messeri e dello storico Se venisse anche l’inferno (con Luca Tanganelli, Giorgio Colangeli e Stefano Bellotti, il Cisco dei Modena Cirty Ramblers), in cui Samuele Rossi mette in scena la vicenda di un giovane partigiano nell’inverno 1944. La rinnovata collaborazione delle Giornate con Miu Miu Women’s Tales chiameranno infine altre due importanti registe contemporanee, la norvegese Mona Fastvold e la francese Claire Denis, rispettivamente con i corti Discipline e Avec Kim.


Emanuele Bucci

Libero scrittore, autore del romanzo "I Peccatori" (2015), divulgatore di cinema, letteratura e altra creatività.

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