Duello psicologico tra servo e padrone. La Cineteca di Bologna riporta in sala il capolavoro di Losey-Pinter


Il capolavoro datato 1963 Il servo, primo capitolo del sodalizio tra il regista Joseph Losey e lo sceneggiatore Harold Pinter, torna in sala dal 2 maggio con il progetto “Il Cinema Ritrovato al Cinema” (iniziativa della Cineteca di Bologna). Restaurato in 4K nel 2021 da StudioCanal presso il laboratorio Silver Salt a partire da un negativo originale.

Ispirato alle pagine della novella omonima, dello scrittore britannico Robin Maugham (edito in Italia da E/O), l’adattamento riprende la storia di Tony e Susan (ragazza di Tony) con i corrispettivi domestici Barrett e Vera.

Protagonista delle vicende che coinvolgono i personaggi è il rovesciamento assoluto e irreversibile tra servo e padrone attraverso le dinamiche di potere che silenti si instaurano all’interno del quotidiano dei quattro soggetti in questione e che finisce con il prendere il sopravvento sulle loro vite.

Hugo Barrett (interpretato da Dirk Bogarde) è preso a servizio dal ricco e nobile Tony Mounset di cui intuisce, in breve tempo, la natura volubile che lo porterà ad assumere una posizione sempre più dominante su Tony coinvolgendo anche l’amante Vera che introduce come sua sorella, per farle occupare il ruolo di cameriera, in casa dei giovani fidanzati.

La collaborazione tra Losey e Pinter nella rielaborazione del testo di Maugham – risalente al 1948 – risveglia in entrambi un ricordo in comune: l’oppressione subita da giovani per la difesa dei propri ideali anticonformisti.

Per il regista e lo sceneggiatore Il servo segna una svolta nelle loro carriere, così come accadde a Dirk Bogarde che da quel momento, avvicinandosi al cinema d’autore, collabora con registi come Luchino Visconti (Morte a Venezia) e riesce a sovvertire l’immagine romantica che aveva assunto agli occhi del pubblico abituato a vederlo ricoprire ruoli meno psicologicamente ambigui.

La critica, in occasione dell’uscita in sala, acclamò il perfetto connubio tra necessità narrativa di Pinter e racconto visivo di Losey, che regala, soprattutto con le raffinate riprese in interni, inquadrature claustrofobiche, angolazioni inusuali ed ombre inquietanti in perfetto gioco con la tensione sempre più crescente tra i personaggi.

“Il film parla di un giovane aristocratico che vive ancora nel Diciottesimo secolo e si rifiuta di entrare nel Novecento”, ha raccontato Joseph Losey. “Vuole comandare la casa ‘come una madre’ o come una ‘nonna’, e vuole un servo che s’intoni con i ‘vecchi cari oggetti’. Il risultato è che ne assume uno falso e disonesto quanto lui, ma un po’ più realista, quindi più pericoloso. Il servo è un film sullo schiavismo come stile di vita”.

Tema evidentemente sempre d’attualità.

Qui il link per acquistare i biglietti: Cinema Lumière, Bologna (Piazzetta P. P. Pasolini, 2/b).

 

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581