Ettore Majorana, il giallo infinito

In sala per Istituto Luce-Cinecittà, “Nessuno mi troverà”, il nuovo film di Egidio Eronico dedicato al celebre scienziato scomparso misteriosamente nel 1938. Accompagnato da un dvd e un saggio scientifico curato da Francesco Guerra, il doc sarà presentato a Torino alla vigilia dell’inaugurazione del Salone del libro…

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Nessuno mi troverà mai, Majorana Memorandum è l’ennesima opera dedicata all’illustre scienziato siciliano, docente presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli, scomparso il 26 marzo del 1938. Un giallo, anche in questo godibile film-documentario di Egidio Eronico, rimasto insoluto. Non si sa ancora se si è chiuso in un convento, se si è suicidato, se si è nascosto in Argentina. Anche se i familiari dedicando una borsa di studio allo “scomparso” un anno dopo, nel 1939, sembrano averne in qualche modo comunicato il definitivo decesso.

Il pregio principale, che potrebbe coinvolgere molti giovani spettatori-studenti, consiste nell’importanza data ai contenuti culturali degli studi di Majorana. E, in particolare, quando faceva parte di quelli che furono chiamati “i ragazzi di Via Palisperna”, al suo rapporto tormentato (una “sofferta empatia”) con Enrico Fermi, uno dei padri della bomba atomica. Cosicché il film in qualche modo si riallaccia a una recente serie televisiva dedicata al “progetto Manhattan”. Ovvero il progetto che portò a Hiroshima e che ancora oggi inquieta il mondo.

Una ragione in più per incentivare studi e curiosità. Non a caso Nessuno mi troverà è accompagnato da un Dvd e da un saggio scientifico curato da Francesco Guerra, professore di fisica nucleare alla Sapienza di Roma. Sarà così oggetto di un tour lungo una serie di città italiane. Fino a raggiungere Torino dove la presentazione avverrà alla vigilia dell’inaugurazione del Salone del libro. Un modo proprio per collegare film e libri (Book-Ciak!).

L’abilità di Egidio Eronico (appoggiato dal produttore Andrea Stucovitz) si è dipanata nel costruire il documentario attraverso una serie di elementi e linguaggi. Non solo interviste, fotografie, articoli (c’è anche una pagina della vecchia Unità con un pezzo di Nanni Riccobono).

L’elemento innovativo consiste in quello che chiamano “graphic novel”. Un assemblaggio che aumenta l’interesse sui diversi aspetti della personalità dello scienziato e sui motivi possibili del suo improvviso abbandono a soli 32 anni. Molte delle varie ipotesi sono via via demolite.

Come quelle di un suo rapporto col nazismo (dopo un’esperienza di studio a Lipsia). C’era chi aveva perfino pubblicato una foto che lo avrebbe dovuto immortalare a fianco di Eichmann su una nave diretta in Argentina. Un falso appurato. La cosa più vera, immutabile, è quella affermata proprio da Enrico Fermi: “Ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di quelli”.

Anche se gli interrogativi rimarranno. Forse aveva ragione Leonardo Sciascia (nel finale del suo libro La scomparsa di Majorana): “La scienza, come la poesia, si sa che sta ad un passo dalla follia: e il giovane professore quel passo lo aveva fatto, buttandosi in mare o nel Vesuvio o scegliendo un più elucubrato genere di morte. E i familiari, come sempre accade nei casi in cui non si trova il cadavere, o si trova casualmente più tardi e irriconoscibile, ecco che entrano nella follia di crederlo ancora vivo. E finirebbe con lo spegnersi, questa loro follia, se continuamente non l’alimentassero quei folli che vengono fuori a dire di avere incontrato lo scomparso, di averlo riconosciuto per contrassegni certi…”.


Bruno Ugolini

giornalista de l'Unità e autore di saggi sul sindacato