Guida giornalistica per cinefili. A Venezia i redattori del Corriere ti portano in tour alla Mostra
Nel variegato panorama del giornalismo che si reinventa (sullo sfondo della crisi del settore), ci sono anche iniziative come quella di “InViaggioCon Corriere della Sera”: che, per l’83ma Mostra del Cinema della Biennale, propone visite turistiche di una giornata, comprensive di arrivo all’imbarcadero dell’Excelsior, una proiezione in Sala Grande, visite al red carpet e incontri con ospiti e critici. Un assaggio di “experience” veneziana, dove le guide, per l’occasione, sono gli stessi redattori del quotidiano…

Tempi duri per il giornalismo tradizionale, che continua a perdere lettori (passati, nel caso dei quotidiani italiani, dai 24 milioni del 2010 ai 10,9 milioni del 2025 secondo gli impietosi dati Audipress), imponendo ai professionisti di reinventarsi: chi, come abbiamo visto poco tempo fa, diventando un po’ influencer, e chi, magari, un po’ guida turistica. Anche, perché no, all’imminente 83ma Mostra del Cinema di Venezia, dove l’iniziativa “InViaggioCon Corriere della Sera” offre visite di una giornata, accompagnati da redattori del quotidiano di via Solferino.
Si può scegliere tra l’8, il 9, il 10 e l’11 di settembre: a fare da Virgilio (e in effetti i novizi del Lido in quei giorni, tra palazzi, sale, sezioni, sottosezioni, concorsi, masterclass potrebbero rimanere più disorientati di Dante nella Selva Oscura) saranno rispettivamente Enrica Roddolo (scrittrice e vicecaporedattore ad personam del Corriere), Paolo Beltramin (caporedattore per la cronaca di Milano), Roberta Scorranese (caporedattrice delle pagine Eventi culturali) e Manuela Croci (redazione Eventi e speciali).
Il pacchetto, del costo di 500 euro a persona, include il water taxi da e per la stazione di Venezia Santa Lucia (dove ci si vede per partire alle 09:45 e si riapproda alle 19:30), incontri con ospiti della Mostra, pranzo (o per meglio dire “light lunch gourmet”) e una proiezione in Sala Grande, quella intorno alle ore 14: i coraggiosi potrebbero lanciarsi martedì 8 settembre su Musk (ore 14:00), il documentario del premio Oscar Alex Gibney sul plutocrate proprietario di X e Tesla, della durata di tre ore e mezza: ma niente paura, difficile, anche per lo sguardo senza sconti promesso dal film, che si possa dover trascorrere la visione col protagonista seduto vicino.
Le altre opzioni sono Union Town (9 settembre, ore 13:30, dove un’altra documentarista da Academy Award, Barbara Kopple, racconta le lotte dei lavoratori newyorchesi delle consegne contro lo strapotere delle multinazionali), Be Brave (10 settembre, ore 14:30, ritratto di Renzo Rosso firmato da Francesco Carrozzini e realizzato quasi interamente con l’intelligenza artificiale) e Nino – Un film su Nino Rota (l’11 settembre alle 14:45), in cui Walter Fasano racconta l’acclamato compositore.
Fra questi titoli, nessun potenziale competitor per il Leone d’oro, trattandosi di opere (tutte non-fiction) fuori concorso. Ma, con ogni evidenza, più del lungometraggio in sé conta l’“experience”, e più che assistere in anteprima mondiale al nuovo kolossal (di cui la Mostra quest’anno non è proprio ricolma, a dirla tutta) col luccicante divo di turno, vale sentirsi a propria volta un po’ “divi”.
Il tour, infatti, prevede l’attracco all’imbarcadero dell’Hotel Excelsior dove, nello spazio della Terrazza che prende il nome dall’azienda di ceramiche Atlas Concorde, si svolgeranno gli incontri e il pranzo, chiudendo con una visita al red carpet. Dove, anche in assenza di eventuali star in transito, i loro cultori assiepati, muniti di sacchi a pelo e pronti a sbracciarsi e gridare alla comparsa di questo o quel nome famoso, restano un fenomeno antropologico cui assistere almeno una volta nella vita.
Onde meglio distinguersi dalla massa di cui sopra, il viaggio-assaggio a Venezia comprende però anche l’approfondimento esclusivo, sempre nella Terrazza, con i critici del Corriere Paolo Mereghetti e Paolo Baldini, per discutere del film visto nel primo pomeriggio e non solo. Il che, tra l’altro, fornisce uno spunto utile a chi oggi avesse incautamente deciso di votarsi al mestiere, in via d’estinzione, della scrittura di cinema: prima di fare testamento e lasciare ogni propria conoscenza e recensione passata, presente e futura alla vorace I.A., si può tentare (anche) la strada del cine-turismo.
Emanuele Bucci
Libero scrittore, autore del romanzo "I Peccatori" (2015), divulgatore di cinema, letteratura e altra creatività.



