Lubitsch, Vidor, Wise e gli altri. Torna a Roma “A qualcuno piace classico”


Torna per il tredicesimo anno al Palazzo delle Esposizioni di Roma “A Qualcuno Piace Classico”, appuntamento unico nel suo genere che ripropone al pubblico il grande cinema del passato con proiezioni esclusivamente in pellicola, un supporto sempre più fragile e prezioso ma dal fascino ineguagliabile.

A partire dal 23 gennaio e come sempre a ingresso libero con prenotazione, gli spettatori potranno ritrovare sul grande schermo i capolavori di maestri come Lubitsch o Scorsese, Bresson o Imamura, sempre in versione originale sottotitolata e sempre introdotti da un rappresentante del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Regione Lazio.

Il programma spazia per epoche, stili e paesi diversi e l’inaugurazione di martedì 23 gennaio alle 20.00 spetta a un gioiello della Hollywood dei tempi d’oro, Una pallottola per Roy di Raoul Walsh, prima grande produzione con protagonista Humphrey Bogart, che da questo film in poi resterà il “duro con un cuore” per eccellenza.

Altro noir in programma è Strategia di una rapina di Robert Wise, in cui il genere incontra la questione razziale, ma una riflessione non banale sulla società dell’epoca la ritroviamo anche in Amore sublime di King Vidor, dall’omonimo romanzo del 1923 di Olive Higgins Prouty, con una straordinaria Barbara Stanwyck. Il cinema americano fa la parte del leone anche con Il ventaglio di Lady Windermere di Ernst Lubitsch, che reinventa la commedia di Oscar Wilde. Il film sarà accompagnato dal vivo al pianoforte dal Maestro Antonio Coppola. Seguono due titoli esemplari delle stagioni del New American Cinema e della New Hollywood: lo scandaloso Flaming Creatures di Jack Smith e Taxi Driver di Martin Scorsese, un culto che dura da quasi cinquant’anni.

Dalla Francia arriva invece Au hasard Balthazar di Bresson, film spesso considerato tra i più grandi mai realizzati e tornato alla ribalta dopo l’omaggio che gli ha reso Skolimowski con EO, mentre il cinema britannico è rappresentato da Come ho vinto la guerra di Richard Lester, con un inedito John Lennon protagonista, e dalla coppia Powell e Pressburger, al massimo della forma nel loro primo film in Technicolor, Duello a Berlino, presentato nella versione integrale. Chiude infine la rassegna una chicca da riscoprire come Desiderio rubato, film d’esordio di uno dei giganti del cinema giapponese del dopoguerra, Shōhei Imamura.

Qui per prenotare www.palazzoesposizioni.it