Il Leone è venezuelano. La Golino miglior attrice
Palmarès a sorpresa per questa edizione 72 della Mostra. Sul podio “Desde allà”, opera prima di Lorenzo Vigas e coppa Volpi all’Italia per la protagonista di Per amor vostro, di Giuseppe Gaudino. A bocca asciutta i più grandi: da Sokurov a Gitai, mentre l’Americalatina fa il pieno…
Doppietta latinoamericana a Venezia 72. Il Leone d’oro all’opera prima, Desde allà, del venezuelano Lorenzo Vigas. Leone d’argento a El clan dell’argentino Pablo Trapero.
Mentre l’Italia, come da pronostici, porta a casa la coppa Volpi per la superba interpretazione di Valeria Golino – premiata già nell’86 per Storia d’amore di Citto Masell – in Per amor vostro di Giuseppe Gaudino, il cui lavoro anarchico e di ricerca, viene finalmente alla ribalta “istituzionale”. Sperando così, che per girare il prossimo film non dovrà attendere quasi vent’anni, come è capitato tra il primo e magnifico Giro di lune tra terra e mare e quest’ultimo.
Certo è che la giuria capitanata dal messicano Alfonso Cuaron, ha spiazzato quasi tutte le previsioni. Lasciando da parte grandi nomi come Sokurov, Gitai, Zhao Liang, favoritissimi fino all’ultimo. E premiando, invece, il cinema in fermento del suo Continente, capace da tempo di portare nuova linfa ad Hollywood. Come dimostra Desde allà, primo film venezuelano a varcare le porte delle selezione veneziana e prodotto dall'”hollywoodiano” Guillermo Arriaga, scrittore, sceneggiatore e regista messicano che ha affiancato l’esordiente Lorenzo Vigas nella stesura del soggetto. Una storia dura e scarna, ambientata a Caracas, dove seguiamo l’incontro – omosessuale – tra un grigio uomo di mezzaetà (Alfredo Castro), incapace di contatti fisici e umani, con un giovane teppista che si fa pagare per spogliarsi.
Di violenza, ma stavolta sotterranea, racconta El clan prodotto dai fratelli Almodovar. Qui Pablo Trapero, argentino, classe 1971, lanciato proprio qui a Venezia con Mondo Grua narra la storia vera della famiglia Pucci. Un clan di mafiosi che dietro l’apparente aria di normalità, cela una sanguinaria anonima sequestri, capace di ogni sorta di violenza.
Si torna all’Europa, poi, anzi alla Francia col doppio premio alla commedia L’Hermine di Christian Vincent che arriverà in Italia con Academy Two. A Fabrice Luchini la coppa Volpi per l’interpretazione del temibile giudice e al regista anche il premio per la sceneggiatura.
Un cartone in stop motion si aggiudica quest’anno il Gran premio della giuria. È Anomalisa, curioso viaggio di un “venditore di successo” tra sesso e sentimenti, firmato da Charlie Kaufman (sceneggiatore di Se mi lasci ti cancello) e Duke Johnson. La Turchia, anzi Istambul con le sue periferie violente e un potere politico orwelliano si aggiudica il Premio Speciale della giuria. È Abluka– follia, appunto – del giovane Emin Alper che firma un affresco cupo e claustrofobico sul tema del controllo sociale. Conclude il palmarès il premio Mastroianni al giovanissimo Abraham Attah, il bimbo soldato di Bestie senza una patria, grande operazione di marketing firmata Cary Fukunaga.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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