Jean-Pierre Bacri alla fine dei racconti. Addio all’attore e sceneggiatore che ci ha insegnato il gusto degli altri
Scompare Jean-Pierre Bacri, uno dei protagonisti del cinema di inizio Duemila. Prima scrittore dei film Alain Resnais, poi in coppia con la moglie Agnès Jaoui, ha dimostrato che oggi si può fare una commedia d’autore. In grado con un solo gesto di segnare un’intera sequenza. “Il gusto degli altri” resta il loro capolavoro. In tempi come i nostri di piccoli attori e infatuazioni temporanee, il talento di Bacri è una perdita enorme…

Se n’è andato Jean-Pierre Bacri a 69 anni, magnifico attore e sceneggiatore, a causa di un tumore. Con lui il cinema francese perde uno dei volti centrali: di origine algerina (era nato a Bou Ismaïl nel 1951), poi trapiantato in Francia, ha segnato il cinema di fine millennio e inizio Duemila.
Prima dalle retrovie: come sceneggiatore ha messo la firma su due titoli chiave di Alain Resnais, Smoking/No Smoking (1993) e Parole, parole, parole… (1997). Nel primo raffinatissimo è l’adattamento del ciclo teatrale di Alan Ayckburn, Intimate Exchange, in cui il destino dei personaggi cambia radicalmente a seconda del gesto della Celia di Sabine Azéma: fumare o non fumare una sigaretta in giardino. Bacri, insieme ad Agnès Jaoui, percorre le sliding doors della commedia britannica e le consegna nelle mani del maestro, fra teatralità ostentata e improvvise virate surreali. A tal proposito, basterebbe solo l’incipit di On connait la chanson – titolo originale di Parole, parole, parole… – per chiudere la partita: il generale nazista che canta “Ho due amori: il mio paese e Parigi”, nel musical parigino che vinse l’Orso d’argento alla Berlinale.
Agnès Jaoui è stata sua moglie e regista. Sposati per ventinove anni, dal 1983 al 2012, la coppia ha realizzato film con la cineasta dietro la macchina da presa, entrambi alla sceneggiatura e insieme davanti all’obiettivo. L’apprendistato di Resnais si sente: la commedia sottile è la loro specialità, coltissima, esilarante eppure stratificata, che invita alla ricerca di doppi e tripli significati, e soprattutto mette allo specchio le piccole meschinità umane per sminuzzarle e ricomporle. Il gusto degli altri (2000) resta il loro capolavoro: l’affarista, l’attrice, l’autista, la cameriera, la guardia del corpo, come recita il poster, sono i cinque tipi umani che compongono una ronde sentimentale leggera ma imprendibile, lucida e beffarda.
L’industriale incarnato da Bacri si innamora di una donna mentre la vede recitare a teatro uno spettacolo di Racine, in un avvitamento pirandelliano che mescola mirabilmente vita e arte. Non è lontano neanche il cinema di Rivette, di cui Jaoui e Bacri rappresentano la messa in commedia.
Il successo critico e di pubblico (francese) della loro idea comica li porta sulla falsariga agli altri titoli. Tra questi Così fan tutti (2004), migliore sceneggiatura a Cannes, e Quando meno te lo aspetti (2013), unica lieve deviazione nel fantastico e nell’onirico, che in originale vanta un vertiginoso titolo metanarrativo: Au bout du conte, non “alla fine dei conti”, ma Alla fine dei racconti… La coppia Jaoui-Bacri ha dato un’importante dimostrazione: si può fare una commedia autoriale europea, di scrittura cesellata, lontana dai meccanismi automatici e dai messaggi urlati delle famiglie Beliér di oggi.
Oltre alla finezza della scrittura, Jean-Pierre Bacri è stato un attore gigantesco. L’ultimo film interpretato è Photo de famille di Cécilia Rouaud, inedito da noi, mentre lo abbiamo visto in C’est la vie – Prendila come viene di Olivier Nakache e Éric Toledano, dove sostiene il ruolo incontenibile di un wedding planner, al servizio di sceneggiatori peggiori di lui.
Bacri era in grado di segnare una scena con una sola espressione, uno sguardo, un’alzata di sopracciglio, una curva delle labbra oppure l’uso di una ruga: l’unico paragone possibile è con Fabrice Luchini. Non sorprende che la sua profonda consapevolezza di cos’è una messinscena lo abbia portato a frequentare la sceneggiatura con esiti felici. Nel tempo di piccoli attori e infatuazioni temporanee, il talento di Bacri è una perdita enorme.
30 Maggio 2018
Tre fratelli in fuga. L’insostenibile peso dei sentimenti, in commedia
In sala dal 31 maggio (per Kitchen Film), "L'arte della fuga" che il francese…
17 Dicembre 2017
Non più sull’orlo di una crisi di nervi. Donne 50enni orgogliose di esserlo
Chi l'ha detto che una donna a 50 anni non può essere felice? Agnès Jaoui nei…



