Juliette Binoche, magnifica cinquantenne, nel vortice dei social

In sala dal 17 ottobre (per I wonder Pictures), “Il mio profilo migliore” di Safy Nebbou, ispirato alle pagine del romanzo,  Quella che vi pare, di Camille Laurens, pubblicato in Italia da e/o. Con Juliette Binoche, magnifica cinquantenne dalla doppia identità (su Facebook), per riflettere sull’ambiguo rapporto tra realtà e finzione nell’era dei social…

Tratto dal romanzo, Quella che vi pare, di Camille Laurens, (2017 e/o), presentato al festival di Berlino, e al biografilm di Bologna, Il mio profilo migliore di Safy Nebbou, con Juliette Binoche e Nicole Garcia arriva nelle nostre sale con l’intenzione di aprire uno squarcio sull’ambiguo rapporto tra realtà e finzione nell’era dei social.

Grazie alla potente interpretazione della Binoche, l’attrice francese più pagata e premiata di tutti i tempi (Oscar compreso), il regista ci porta nei meandri della vita virtuale, e cioè tra i desideri più segreti e inconfessabili di Claire, affascinante cinquantenne separata, madre di due bei ragazzi, professoressa universitaria e amante di un uomo molto più giovane di lei.

La vita reale di Claire non sembra affatto disprezzabile, ma lasciate parlare lei (con la nuova analista) e sarete trasportati in un mondo segreto, assai meno tranquillo e rassicurante.

La storia: scaricata dal marito e dal giovane amante, Claire s’inventa una nuova identità su Facebook, dandosi l’aspetto di una 24enne, ed è con questo profilo che inizia una relazione virtuale con Alex, un amico del suo ex amante Ludo, che in breve tempo diventa la storia più gratificante della sua vita, e non solo per lei.

Il paradosso è che Claire, sembra davvero innamorata, quando entra in azione il suo alter ego virtuale, Clara, mentre nella seconda parte del film quando intreccia sul serio una relazione con Alex, pur essendo reale nel loro rapporto c’è mota finzione.

Quando dà vita al suo alter ego si cala fino in fondo e con gioia nei panni della ragazzina che interpreta, fino a che realtà e finzione iniziano a confondersi, altro che innocenti evasioni, la sua stessa trappola le si ritorce contro.

Ambientato in un palazzo moderno pieno di specchi, l’immagine di Clair si riflette in mille schermi mentre si muove per la casa. Non è un’impresa facile dare ritmo e rendere al cinema le tempeste emotive di una cinquantenne che passa buona parte della vita allo schermo del computer o del telefonino.

Ma sia Juliette Binoche che il regista ce la mettono tutta per non farci annoiare, anche a costo di un finale da fantagiallo, e aperto. Le scene di sesso tra una donna adulta e un ragazzino, sono forti ma non patinate.

E poi c’è il tema dell’amore, con una frse di Antonioni, citata nel libro di Camille Laurens: ”L’amore è vivere nell’immaginazione dell’altro”.

Il regista intervistato sul rapporto tra il libro e il film dice che si è appassionato subito al testo e che mentre lo leggeva pensava a La donna che visse due volte di HItchcok e a Rashomon di Kurosawa. Distribuito da I wonder Pictures, Il mio profilo migliore  è in sala dal 17 ottobre.


Carla Chelo

Giornalista. Ha lavorato all'Unità, al settimanale Diario e in tv (Mediaset). Ha scritto un paio di libri insieme a un'amica, Alice Werblowsky e da sola una guida sul verde in città: "Milano, Parchi e giardini", Touring club italiano.

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