La scomparsa di Oliviero Toscani. Il fotografo che ne ha fatte di tutti i colori

Fotografo visionario, controcorrente, abituato alle polemiche e schierato dalla parte dei più deboli. Addio a Oliviero Toscani che è morto il 13 gennaio ad 82 anni, sopraffatto da una malattia rara (amiloidosi) che non gli ha lasciato scampo.
Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Toscani pubblica il suo primo scatto sul Corriere a 14 anni: è il volto di Rachele Mussolini, immortalato a Predappio alla tumulazione del Duce nella tomba di famiglia. Dopo il diploma in fotografia all’Università delle Arti di Zurigo, debutta nel mondo della pubblicità con la campagna per il cornetto Algida. I suoi scatti finiscono su Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, ma realizza anche foto per celebri maison di moda come Valentino, Chanel, Fiorucci, Esprit e Prénatal. La svolta, nel 1982, con Benetton: i maglioni sono il pretesto per portare in primo piano temi sociali come l’uguaglianza, la mafia, il contrasto all’omofobia, la lotta all’Aids o alla pena di morte.
Nel 1991 lancia la rivista Colors, tre anni dopo ecco Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione. È una prestigiosa residenza artistica per talenti creata a Treviso con Luciano Benetton con una speciale divisione Cinema, allora diretta da Marco Müller, che scopre e coproduce pluripremiati film di registi di tutto il mondo: Aleksandr Sokurov (Moloch, 1999), Samira Makhmalbaf (Lavagne, 2000), Danis Tanovic (No Man’s Land, Oscar per il Miglior Film Internazionale nel 2002), Babak Payami (Il voto è segreto, 2001), Djamshed Usmonov (L’angelo della spalla destra, 2002), Apichatpong Weerasethakul (Tropical malady, 2005).
Nel 2000 il sodalizio con il gruppo Benetton si interrompe, in seguito ad una controversa campagna che utilizza foto reali di condannati a morte negli Stati Uniti. Seguiranno le campagne di moda incentrate sull’omofobia (per il marchio RaRe), le collaborazione con la Croce Rossa, l’Istituto Superiore della Sanità, con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e quelle di impegno sociale su sicurezza, violenza contro le donne, anoressia. Proprio su questo tema nel 2007 Toscani realizza per il marchio Nolita una campagna choc, che divide pubblico e critica, mettendo al centro la modella e attrice francese Isabelle Caro, 31 chili per 1,64 metri di altezza. È da quello scatto che regista argentino Leandro Manuel realizza il documentario No Anorexia presentato alla Berlinale 2008.
Pluripremiato – dal Grand Prix de la publicité (1990) all’International Advertising Festival di Cannes (1996), dalla nomina ad accademico di onore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze (2010) al premio alla carriera dell’Art director’s club tedesco (2019), presidente onorario di Nessuno Tocchi Caino, Toscani è stato candidato alla Camera con i Radicali nel 1996 per la Lista Marco Pannella e nel 2006 per la Rosa nel Pugno. E non ha mai nascosto e non ha mai nascosto le sue posizioni critiche nei confronti di Berlusconi e del governo Meloni.
Del 2022, infine, è protagonista del documentario di Marco Tursi, Oliviero Toscani – Professione fotografo. Ne ho fatte di tutti i colori uscito nel 2022 per La Nave di Teseo è la sua autobiografia.
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