La vera storia della dama delle bollicine. Arriva in sala “Madame Cliquot” imprenditrice appassionata

In sala dal 12 settembre (per Movies Inspired) “Madame Clicquot” del britannico Thomas Napper. Racconto omaggio alla signora dello champagne, la giovane Barbe-Nicole Ponsardin (Haley Bennet bravissima) e presto vedova Clicquot che farà dell’azienda di famiglia il marchio d successo celebre nel mondo e sinonimo di “bollicine”. Quel che racconta il film, che si ritrova in tanti articoli e scritti, è la sua vera storia …

Di imprevedibile, doppio, fortissimo amore tratta Widow Clicquot di Thomas Napper, ambientato nei primi dell’Ottocento in Francia nel paesaggio meraviglioso dello Champagne, dove Barbe-Nicole Ponsardin (Haley Bennet bravissima) sposa, come si usava, per scelta dei parenti, François Clicquot (Tom Sturridge) che riesce subito a trasmetterle non solo il suo amore ma anche la sua creativa passione per le viti.

Pochi anni dopo, nel 1805, il visionario e fragile François muore suicida e Barbe-Nicole che ha ereditato dal marito, oltre alla azienda vinicola, soprattutto la sua creativa passione, si oppone ostinatamente al suocero che ha già pensato alla sua vendita. E riesce a vincere.

Come madame Curie studia con tutte le sue forze la materia notte e giorno ed è lei che s’inventa la nuova formula del bere felice, il vino con le bollicine: lo champagne. Quello che si berrà poi in coppe. Che a cominciare dai russi dello zar, dove riuscirà ad arrivare in poche bottiglie nonostante l’embargo di Napoleone, conquisterà poi tutto il mondo.

Quel che racconta il film, che si ritrova in tanti articoli e scritti, è la vera storia della vedova Clicquot, leggendaria imprenditrice che dalla morte del marito si vestirà sempre in nero e cambierà il suo nome e quello del vino in Veuve Clicquot.

Il godibile Widow Clicquot è la migliore pubblicità che si possa fare oggi allo champagne tallonato attualmente in tutto il mondo dal successo del prosecco di Conegliano e dintorni dove invece si fanno bizzarre promozioni aziendali sovvenzionando gare di macchine in un’epoca in cui è proprio il bere in eccesso causa di gravi, mortali incidenti. E dunque ben poca gioia.


Marina Pertile

giornalista

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