Le quattro amiche di Piccioni, on the road da sbadiglio

In sala dal 15 settembre per Bim, “Questi giorni” tratto dal romanzo inedito della giovane Marta Bertini, appena passato in concorso al festival di Venezia. Quattro ventenni alle prese col “passaggio all’età adulta” nel corso di un viaggio verso Belgrado…

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E tre, colpito e affodato anche questo. Pure il terzo italiano in gara delude le aspettative tra tiepidi fischi e tiepidi applausi del pubblico degli accreditati. Stiamo parlando di Questi giorni, atteso ritorno alla Mostra di Giuseppe Piccioni, ad 11 anni dalla Coppa Volpi per Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli in Luce dei miei occhi.

Stavolta il regista marchigiano si avventura in un road movie di formazione tutto al femminile che prende le mosse da un romanzo ancora inedito, Color betulla giovane, di una sua allieva di sceneggiatura, Marta Bertini.

Quattro le protagoniste, quattro amiche della provincia italiana con diverse idee di futuro. O meglio le insicurezze dei vent’anni e la rincorsa di una strada ancora tutta da trovare. Liliana (Maria Roveran, la protagonista di Piccola Patria) la più bella, studia Lettere con ottimi profitti, anche grazie all’aiuto di un prof (Filippo Timi) di cui subisce il fascino. È abituata a tenersi tutto dentro, persino quel tumore che arriva all’improvviso e che tace a tutti, anche alla madre (la pur sempre brava Margherita Buy) .

Caterina (Marta Gastini, volto della serie I Borgia), del genere “incazzata col mondo” è l’amica del cuore di Liliana ed è segretamente innamorata di lei, ha un fratello sacerdote e legge de Maupassant. Angela (Laura Adriani)  è presa da un rapporto ad intermittenza con un fidanzato con Mercedes e riesce persino a leggere nel futuro, mentre Anna (Caterina le Caselle) è l’ingenua dagli occhioni dolci, in cinta del fidanzatino di sempre con cui divide la passione per la musica classica, senza mai essersi chiesta se le interessa davvero.

Quando Caterina deciderà di lasciare la provincia per tentare la sorte a Belgrado, come cameriera (forse non sapendo che uno stipendio medio in Serbia è di 200 euro al mese), il viaggio tra amiche – tutte pronte ad accompagnarla – farà da prevedibile detonatore alla relazione fra le ragazze, come da manuale.

Le “rivelazioni” scontate fin dall’inizio – l’amore lesbo di Caterina e il tumore di Liliana, soprattutto – lasceranno la storia in attesa di uno sviluppo che non arriva neanche dopo due ore di film. Consegnandoci un ritratto di una generazione carico di cliché e noiosi luoghi comuni.

Difficile immaginare quale sia il pubblico per questo film. Ma ancora più diffile trovare una ragione alla sua programmazione in concorso. Esattamente come è già accaduto per Piuma.

Questi giorni arriverà in sala il 15 settembre per Bim