L’Italia in ascolto di Carofiglio. “Passeggeri notturni” (dopo la serie) il film su Rai3

Arriva su Rai3 (il 3 aprile in prima serata) il film “Passeggeri notturni” (diretto da Riccardo Grandi) che unisce i dieci episodi della serie tv omonima (su RaiPlay dal 25 febbraio), adattamento dei racconti di Gianrico Carofiglio pubblicati in “Passeggeri notturni”(Einaudi, 2016) e Non esiste saggezza (Rizzoli, 2010). Protagonista della trasposizione è il dj radiofonico Enrico (Claudio Gioè). Tra elementi noir e introspezione psicologica, il progetto (supervisionato dallo stesso Carofiglio che firma il soggetto con Salvatore De Mola) acquista ulteriore attualità nell’Italia della quarantena, dove l’ascolto e la condivisione delle storie sono una risposta a nuove (e vecchie) solitudini…

 

Forse mai come nell’attuale momento storico abbiamo avvertito l’importanza di chi, pur a distanza, dedica parte del suo tempo ad ascoltare la nostra voce, i nostri dubbi, i nostri problemi. Risulta dunque tanto più attuale la serie tv Passeggeri notturni (già disponibile su RaiPlay dal 25 febbraio), ispirata alle raccolte di racconti Passeggeri notturni (Einaudi, 2016) e Non esiste saggezza  (Rizzoli, 2010), entrambe di Gianrico Carofiglio. E proprio nell’Italia della quarantena arriva anche il film tratto dalla serie, che sarà trasmesso il 3 aprile in prima serata da Rai3.

Il protagonista è, non a caso, un uomo che per lavoro ascolta altre persone: il dj radiofonico Enrico (interpretato da Claudio Gioè), il quale nel suo programma raccoglie le storie di chi gli telefona in diretta. Alle vicende confidate e narrate dagli ascoltatori si alterna e intreccia quella privata del protagonista: diviso tra Sud e Nord Italia (barese ma con figlia a Milano) e segnato, durante una delle sue trasferte in treno, dall’incontro con l’enigmatica Valeria (Nicole Grimaudo). Ma anche coinvolto nell’indagine dell’amico poliziotto Nicola (Gian Marco Tognazzi) sul suicidio di una ragazza trasferitasi da poco nel capoluogo pugliese.

Il film unisce in un lungometraggio di novanta minuti (diviso in capitoli) i dieci episodi della serie (prodotta da Anele, in collaborazione con Rai Fiction, e diretta da Riccardo Grandi che firma anche la sceneggiatura con lo stesso scrittore, Claudia De Angelis e Salvatore De Mola), di circa tredici minuti ciascuno: a valorizzare, in questa brevità inconsueta per una serie drammatica, anche le misure della raccolta che dà il nome all’adattamento.

Il volume Passeggeri notturni, infatti, è composto da trenta storie, ognuna di tre pagine: un campionario di figure e situazioni ora drammatiche ora ironiche (Quarto potere, ad esempio, ci mostra la singolare rivalsa di un adolescente su un bullo, a colpi di… giornale). Ma anche i racconti più lunghi di Non esiste saggezza propongono una collezione di destini e personaggi variegati. Con una particolare attenzione, in entrambe le opere, a quelli femminili.

Tanto i racconti quanto le puntate della serie (e i capitoli del film) sono infatti popolati da donne sfuggenti (quando non in fuga) e tormentate da segreti. Emerge non a caso il nodo della violenza di genere (che, in un altro corto circuito con la cronaca odierna, sappiamo tragicamente esacerbato nella quarantena quotidiana) come tema tra i più significativi della trasposizione, attraverso parabole come quella della fragile Sabrina (interpretata da Marta Gastini).

Nel puzzle di figure femminili, dove abbiamo anche l’ex poliziotta Paola (Ivana Lotito) e Laura (Caterina Shuhla), ragazza cieca incontrata per caso in aeroporto dal fotografo Massimiliano (Alessio Vassallo), le controparti maschili (a cominciare dal protagonista) sono spesso soggetti in ricerca: impegnati nel difficile tentativo di comprendere e (ri)trovare un “altro” (e soprattutto un’“altra”) in cui si riflette la complessità del reale.

Echeggia in questo, naturalmente, la tradizione del noir (letterario e non solo), frequentata dall’autore Carofiglio (che firma il soggetto con Salvatore De Mola) e calata in una Bari sospesa fra intrighi oscuri e scavo nelle solitudini individuali.

Con la tensione, tanto più viva e comune nella lunga notte del Coronavirus, a tentare di colmare quelle solitudini: anche, e soprattutto, attraverso la condivisione di storie, le proprie e quelle altrui, da un capo all’altro di una realtà spesso difficile da afferrare (e da affrontare).


Emanuele Bucci

Libero scrittore, autore del romanzo "I Peccatori" (2015), divulgatore di cinema, letteratura e altra creatività.