Montalbano torna… in aiuto al cinema. Nuovi episodi in sala e i proventi in beneficienza

Prorogate fino al 4 marzo le uscite al cinema dei nuovi episodi del celebre commissario Montalbano a sostegno dell’esercizio messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus. I proventi dei produttori, Palomar e Rai Fiction, saranno devoluti in beneficienza all’Ospedale Spallanzani di Roma e l’Ape, l’Associazione Pazienti Ematologicidell’ospedale Sant’Andrea. Si tratta di Salvo amato, Livia mia” e “La rete di protezione” che poi saranno trasmessi su Rai1 il 9 e il 16 marzo …

 

Vedi i nuovi episodi di Montalbano e ti tornano in mente i versi di una poesia imparata sui banchi delle medie: “C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico…”.

Di nuovo ci sono, appunto, i nuovi episodi tratti dai racconti e dai romanzi del grande Camilleri. E di antico ci sarà, immancabile, un successo senza se e senza ma.

Suo padre, Andrea Camilleri, si spiegava il grande successo di Salvo Montalbano, col fatto che fosse “un uomo normale”, meglio “un italiano medio” nel quale tutti potevano riconoscersi, con pregi e difetti e, specificava con civetteria mista ad orgoglio, dotato di una grande “onestà di fondo”.

Forse sta tutto qui il segreto di quello che, in oltre 20 anni ormai, è e resta il più longevo, straordinario, ineguagliabile campione del piccolo schermo che quando i suoi episodi vanno in onda, anche per la ennesima ed ennesima volta, non c’è contro programmazione che tenga, sbanca lo share arrivando a oltre il 40%, manco fosse la Nazionale o San Remo.

Ma forse c’è anche altro, e non solo il ritratto dell’italiano medio visto che Montalbano viene trasmesso in ben 65 paesi di tutti i continenti. Ad ogni buon conto a Rai1 hanno calcolato che gli spettatori complessivi delle ormai centinaia di serate in cui sono stati trasmessi i 36 episodi siano stati un miliardo e 200 milioni.

Di antico ci sono loro, i quattro moschettieri, Montalbano, Augello, Fazio e Catarella, ovvero Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta e Angelo Russo, (senza nulla voler togliere ai comprimari fissi, prima fra tutti la Livia di Sonia Bergamasco) diventati ormai da tempo maschere della commedia: il commissario burbero e umano, intelligente e paziente, capace di continuare a indignarsi di fronte alle brutture dell’animo umano e della società dei cattivi e dei corrotti con cui ogni volta deve fare i conti; il numero due, il suo eterno vice, un tempo gran conquistatore di fimmine, precipitoso, diligente ma non molto intelligente, senza guizzi investigativi; il secchione ispettore vero braccio destro del commissario, un tempo il giovane brillante, adesso brillante e arguto nonostante i fili argentati alle tempie; infine il buffone di corte, incapace di pronunciare un nome proprio senza storpiarlo così come incapace di aprire una porta senza sbatterla.

E di antico, ingrediente assolutamente decisivo anche per comprendere il fascino che Montalbano esercita anche fuori dai confini patrii, la meravigliosa Sicilia della stupenda Vigata immaginata e costruita attraverso location una più fascinosa dell’altra.

Di nuovo, per continuare a giocare con i versi di Pascoli, arrivano dunque due perle nella collana: lunedì 9 e lunedì 16 i nuovi episodi, Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione.

Avvertenza: per chi fosse ormai un Montalbano dipendente e volesse bruciare le tappe cogliendo per di più l’occasione -novità nella novità- di vederlo sul grande schermo delle sale cinematografiche, questa volta c’è l’opportunità di anticipare l’appuntamento alla prossima settimana, per tre giorni, il 24, 25 e 26 in serate evento i cui incassi, per scelta degli storici produttori, Rai Fiction e Palomar, saranno devoluti in beneficenza. E chissà, potrebbe essere un precedente che segna una importante innovazione distributiva.

Ancora una volta, come accaduto in precedenza, l’episodio del 9 marzo nasce, grazie ai collaudati sceneggiatori guidati da Francesco Bruni, dall’aver intrecciato due racconti di Camilleri, uno dei quali, quello che dà il titolo, nato letterariamente sotto forma di scambio epistolare fra l’eterna fidanzata, Livia, che sta a Genova, e Salvo radicato nella sua sempre splendida Vigata. C’è il fattaccio, c’è l’indagine, ci sono le false piste ma alla fine la verità, come sempre amara, verrà a galla.

In fin dei conti però, ovviamente senza voler fare alcuna anticipazione, possiamo dire che risulta un grande affresco sull’amore. Meglio, sugli amori. Sull’amore fra Salvo e Livia, solido e traballante dall’età e dalla distanza, cementato dalle occasioni perdute- la genitorialità- ma anche dal vissuto grazie a radici profonde come quelle di un grande albero che resiste alle tempeste della vita. Sull’amore di una amicizia. Sull’amore clandestino degli amanti che cercano luoghi appartati per incontrarsi. Sull’amore diverso, l’amore omosessuale sdoganato e presentato senza alcuna riluttanza o pruderie da Camilleri come un segno dei nuovi costumi su cui non si possono chiudere gli occhi. Sull’amore incondizionato di una madre per un figlio nonostante sia un ladruncolo. Per finire, su un amore perverso, anche questo esposto crudamente ma sempre con l’umanità con la quale Montalbano guarda spesso anche gli assassini.

Lasciamo per ultima la novità dolorosa che questi sono i primi episodi che vedono la luce dopo la morte di Andrea Camilleri, e quelle più recenti del regista storico della serie, Alberto Sironi, sostituito in corsa, per terminare le riprese dallo stesso Luca Zingaretti, e dallo scenografo che ha costruito l’immaginifica Vigata sempre uguale e sempre diversa, Luciano Ricceri. Ce ne sarebbe a sufficienza per mettere la parola fine alla storia del commissario più amato dagli italiani. Ma non sarà così.

Intanto è già girato e confezionato, pronto per andare in onda, un terzo episodio tratto dal romanzo Il metodo Catalanotti. Poi è uscito un ulteriore romanzo, Il cuoco dell’Alcyone, che ovviamente potrebbe essere tradotto in fiction televisiva. E infine, nella cassaforte di Sellerio giace anche il romanzo, scritto da Camilleri già da alcuni anni, destinato, esso sì, a chiudere la saga. Insomma altri due certi successoni che potrebbero, specie il definitivo (Montalbano muore?) ,segnare un successo record.

Zingaretti dice che ha bisogno di tempo, ci deve pensare, se tornare ancora in campo. Molto probabile che non sappia resistere al richiamo delle molte sirene che lo invocheranno. Noi, ad ogni buon conto, ce lo auguriamo. Arrivederci, Commissario.