Moretti, Salvatores, Vicari. Tutti i titoli letterari del cinema d’autore italiano nel listino RaiCinema

Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, Paolo Genovese, Arnaldo Catinari e Daniele Vicari, con i loro nuovi film tratti da opere letterarie, guidano il gruppo degli autori del listino Rai Cinema 2026, dove gli adattamenti diventano il motore di storie che intrecciano sentimenti, relazioni e sguardi sul presente.
La sequenza degli adattamenti parte da Succederà questa notte di Nanni Moretti, tratto da un racconto di Eshkol Nevo, che racconta la storia d’amore tra Jasmine Trinca e Louis Garrel, nata con un colpo di fulmine su un campo da tennis; prosegue con Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, dal suo romanzo; continua con La variante di Lüneburg di Gabriele Salvatores, ispirato al libro di Paolo Maurensig; si apre al panorama internazionale con Il mago del Cremlino – Le origini di Putin di Olivier Assayas, tratto dal romanzo di Giuliano Da Empoli e già presentato a Venezia 82; prosegue con Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari, liberamente ispirato all’opera di Claudia Salaris; e si completa con Bianco di Daniele Vicari, tratto da Freney 1961. La tempesta sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari, grande classico della letteratura di montagna che racconta l’ultima, tragica ascesa di Walter Bonatti.
Presentato alle Giornate Professionali di Sorrento da Paolo Del Brocco, il listino comprende diciannove titoli che, sottolinea l’ad di Rai Cinema, condividono un fil rouge preciso: «i legami tra persone e storie e l’amore in tutte le sue forme, come nel caso del film di Nanni Moretti».
Accanto agli adattamenti letterari, spazio ai racconti originali. Sul fronte dei sentimenti arriva Le cose non dette di Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, che segue il viaggio in Marocco della coppia formata da Carlo ed Elisa, dove «succederanno cose di tutti i colori».
Di relazioni familiari parlano Un bel giorno di e con Fabio De Luigi; Scherzetto di Mario Martone, con un anziano illustratore interpretato da Toni Servillo; e L’estranea di Paolo Strippoli, che racconta la caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese.
Nel segmento più pop del listino arriva Je so’ pazzo di Nicola Prosatore, che ripercorre l’ascesa di Pino Daniele a partire dall’infanzia da scugnizzo in un quartiere popolare di Napoli.
Tra i nuovi titoli figurano Nel tepore del ballo di Pupi Avati, parabola umana e sentimentale del conduttore televisivo Gianni Riccio (Massimo Ghini), e Nessun Dolore di Gianni Amelio, che racconta la vita di un uomo comune sconvolta da un tragico evento da lui stesso provocato.
C’è attesa anche per Falcon di Marco Bellocchio, film su Sergio Marchionne definito «il ritratto di un vincitore tragico», e per Notte prima degli esami 2026 di Tommaso Renzoni, che rilegge lo spirito del titolo di Fausto Brizzi adattandolo ai giovani di oggi.
Durante la presentazione Del Brocco ha più volte invitato l’informazione a «rappresentare in modo corretto i numeri della realtà cinematografica». «Non si può leggere – afferma – che il cinema è stato finanziato con 700 milioni senza spiegare come vengono ripartiti. Dire che tutti i film sono in perdita non è corretto: oltre all’incasso al botteghino ci sono prevendite, una filiera, uno sfruttamento che dura anni. È tutto molto più complesso».
28 Novembre 2016
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