Nella biblioteca della Festa di Roma 2025. Tra Dracula e Pirandello c’è anche Sepideh Farsi col film denuncia sul genocidio a Gaza
Un cartellone ricco di film letterari quello della XX edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 15 al 26 ottobre. Da Dracula a Pirandello, da Sandokan ad Arbasino la letteratura sarà tra i protagonisti. Paola Cortellesi, presidente di giuria, mentre il consorte Riccardo Milani aprirà la kermesse con “La vita va così”. Tra i doc quello di Sepideh Farsi, presidente di Bookciak, Azione! 2025, dedicato alla fotoreporter palestinese uccisa a gaza dagli israeliani. Atteso anche “Yes” ritratto al vetriolo della nomenclatura di Netanyahu, firmato dal regista dissidente israeliano Nadav Lapid …

Dracula e Sandokan, Arbasino e Pirandello, spazio al cinema letterario a Roma nella Festa del Cinema. Premio alla carriera per Panahi e anteprima del cinema resistente di Sepideh Farsi, presidente di Bookciak, Azione! 2025.
Dal 15 al 26 ottobre 20esima edizione della Festa del Cinema a Roma con 18 titoli in concorso e oltre 150 opere disseminate tra le tante sezioni della manifestazione.
L’aspirazione dichiarata dagli organizzatori è di essere casa degli autori indipendenti ma, compatibilmente con i desiderata del pubblico, vero artefice, come chiarito dal presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi e dalla direttrice artistica Paola Malanga, della linea editoriale della Festa capitolina, che punta a superare le 110 mila presenze ottenute nel 2024.

La strada scelta è quella dell’offerta ricchissima e a tutto campo, compreso il cinema di ispirazione letteraria.
Apertura affidata al nuovo lavoro di Riccardo Milani, La vita va così, (rigorosamente) fuori concorso. È Paola Cortellesi, la consorte, a presiedere la giuria che valuterà i film in concorso (Progressive Cinema) dove figura, tra i letterari, uno dei quattro italiani in gara: 40 secondi di Stefano Alfieri (nella foto) ispirato all’omonimo libro di Federica Angeli, edito da Baldini e Castoldi (2022), sull’ultima giornata di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro mentre difendeva un amico dagli aggressori.
Tra le proiezioni speciali, il film della presidente 2025 di Bookciak, azione!, Sepideh Farsi, regista della diaspora iraniana che con Put your soul on your hand and walk, ha dato voce alla giovanissima fotoreporter di Gaza, Fatima Hassouna, uccisa dalle bombe israeliane. Il film è nella selezione best doc, nella quale verrà scelto il vincitore del premio per il documentario, novità da questa edizione della Festa.

Nella stessa sezione, Tempi nuovi di François Caillat, scritto con Cristina Comencini. Il lavoro intreccia due fili narrativi: un’opera musicale sul vecchio mondo operaio composta da Carlo Crivelli su libretto di Valerio Magrelli e un documentario girato a Villerupt, dove nel Novecento emigrarono migliaia di lavoratori italiani. Sullo schermo la trasformazione dei legami sociali e la fine di una civiltà, memoria collettiva e traiettorie individuali, le lotte di ieri e la loro risonanza nel mondo di oggi.
Nella sezione Grand Public, arriva Dracula. L’amore perduto di Luc Besson, con Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu e Matilda De Angelis, tutti attesi sul tappeto rosso dell’Auditorium. Dal primo Nosferatu di Murnau all’ultimo firmato da Robert Eggers, sono stati almeno 160 i film dedicati al vampiro creato dalla penna di Stoker. Il Dracula di Besson, interpretato da Caleb Landry Jones, mostra l’indole tormentata e mostruosa ma anche il lato più intimo del vampiro per antonomasia che ha scelto di rinnegare persino Dio. 
In Grand Public ancora Matilda De Angelis, questa volta insieme a Stefano Accorsi, protagonista di La lezione di Stefano Mordini, tratto dall’omonimo romanzo di Marco Franzoso, edito da Mondadori (2022). Nella stessa sezione, anteprima anche per Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari, liberamente ispirato all’omonima opera letteraria di Claudia Salaris, edita da Il Mulino, dove la “rivoluzione visionaria” è quella guidata da Gabriele D’Annunzio a Fiume nel 1919, che fa da sfondo a intrighi politici, amori impossibili e vendette private.
Freestyle è la sezione non competitiva dove è alta la concentrazione di opere cineletterarie. Qui trova ospitalità Stile Alberto, documentario di Michele Masneri e Antongiulio Panizzi, che propone un viaggio, guidato dall’omonimo libro dello stesso Masneri (edito da Quodlibet) alla scoperta di Alberto Arbasino. Il documentario intreccia materiali d’archivio, filmati inediti e testimonianze per ricostruire i tanti mondi abitati dallo scrittore.
Nella sezione, c’è anche Pirandello – Il gigante innamorato, realizzato da Costanza Quatriglio per i novant’anni dalla morte del drammaturgo. Otto donne raccontano la propria verità su Luigi Pirandello, ma soprattutto su sé stesse: la madre, la nutrice, le fidanzate, la moglie, la figlia, l’attrice. Ironiche, persino spietate, hanno desideri, bisogni, conoscenza e qualche certezza. Teatro e vita in questo viaggio nella moda, nel costume e nella condizione esistenziale e materiale delle donne all’interno della famiglia e nella società.
In Freestyle da seguire The Librarians, documentario di Kim A. Snyder, che racconta un gruppo di bibliotecari in Texas, Florida e in altri stati, uniti per combattere i divieti di lettura di alcuni libri. Qui anche Procès d’un jeune poète di Philippe Van Cutsem che rievoca il processo all’allora 24enne Joseph Brodsky, accusato dal regime sovietico di parassitismo sociale.
Letteratura anche in Cannibali di Hilary Tiscione che si sofferma sul caso editoriale italiano della Gioventù cannibale, fine anni 90, per analizzarlo rievocando il contesto culturale e sociale del periodo.
Nella stessa sezione, il nuovo Sandokan, la serie televisiva Rai e Lux Vide, ispirata al personaggio di Emilio Salgari in otto puntate, diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, cinquant’anni dopo lo sceneggiato diretto da Sollima con il mitico Kabir Bedi.

Spazio anche per Carofiglio e il suo commissario interpretato da Alessandro Gassmann per Guerrieri: la regola dell’equilibrio di Gianluca Tavarelli. Da Prima di noi di Giorgio Fontana, edito da Sellerio, è tratta la serie televisiva con lo stesso titolo in cinque serate, con la regia di Daniele Luchetti e Valia Santella, che l’ha scritta insieme a Giulia Calenda, annunciata come una grande saga famigliare che abbraccia il Novecento italiano dal Friuli rurale alla Torino delle fabbriche, passando per le due guerre mondiali e la ricostruzione.
La Festa affida a Giuseppe Tornatore la consegna del Premio alla carriera a Jafar Panahi, che accompagnerà la proiezione di Un semplice incidente, palma d’oro a Cannes e candidato francese all’Oscar per il film straniero. Segnaliamo nella sezione Best Of, dedicata ai grandi film già presentati ai festival internazionali, Yes (passato a Cannes) ritratto al vetriolo della nomenclatura di Netanyahu firmato dal regista dissidente israeliano Nadav Lapid, il cui protagonista è stato recentemente arrestato dalla polizia di Tel Aviv.
Altra novità di questa edizione è il premio alla carriera di personalità dell’industria cinematografica, che debutta con lord David Puttnam, produttore britannico che ha lasciato il segno nel cinema contemporaneo. La Festa celebra poi il fotografo Franco Pinna, a cento anni dalla nascita, con tre mostre dedicate alla sua opera. In programma, tra i tanti, anche gli omaggi a Pasolini, Caligari e Rambaldi.
Chiusura della Festa nel segno della serialità, con Carlo Verdone a presentare gli episodi della stagione conclusiva di Vita da Carlo.
5 Novembre 2017
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È il film sugli assi del tennis, "Borg McEnroe", il preferito dagli spettatori…



