Quelli che sì. Il felice esordio della Gyllenhaal con la madre imperfetta della Ferrante

Favorevoli e contrari al debutto alla regia di di Maggie Gyllenhaal con l’adattamento delle “Figlia oscura” di Elena Ferrante in sala dal 7 aprile (per Bim) e passato in concorso a Venezia 78. Qui la favorevole è Marina Pertile: Bell’esordio  nel lungometraggio signora Maggie Gyllenhaal! Con Jessie Buckley, meravigliosa nel ruolo di donna divisa tra il desiderio di perseguire le sue aspirazioni, in questo caso intellettuali, e la schiacciante responsabilità che danno i figli…

Stessa faccia stessa razza. Sarà (forse) perché questo detto – su affinità tra Grecia e Italia, soprattutto del Sud – la regista di The Lost Daughter lo conosceva, la spiaggia scelta per la storia scritta da Elena Ferrante non è in Campania o Calabria, ma in un’isola greca.

Bell’esordio comunque nel lungometraggio signora Maggie Gyllenhaal! E ha ragione la Campion, anche lei, come Gyllenhaal, in concorso per il Leone d’oro: “tutte le donne stanno facendo bene”. Maggie, ad interpretare la storia de La figlia oscura ne ha scelte due per le diverse età della protagonista.

Olivia Colman – che è Leda, la ormai quasi cinquantenne insegnante d’inglese alla sua prima vera vacanza solitaria e libera al mare – regge reazioni e sentimenti, con primi piani più che esaustivi. Mentre la palla viene lanciata – in frequente alternanza, nel ricordo della sua vita di giovane mamma – alla perfetta cantante e attrice irlandese Jessie Buckley.

Meravigliosa nel ruolo di donna divisa tra il desiderio di perseguire le sue aspirazioni, in questo caso intellettuali, e la schiacciante responsabilità che danno i figli. Nel caso suo due deliziose bimbette che si contendono con voracità feroce, come sempre succede, l’attenzione della mamma. Visto che il padre, per quanto amato, è, o era, per tradizione millenaria, sempre giustificato per le assenze.

A risvegliare i ricordi di una scelta difficile, quella di abbandonarle per tre anni, è per Leda vedere sulla spiaggia una giovane donna che sembra vivere invece in perfetta grazia e armonia il rapporto con la sua bambina e la sua bambola. Naturalmente non è mai tutto così semplice. La mamma (Dakota Johnson) bella – forse troppo – non sta bene per niente. E neanche Leda è in gran forma in vacanza. Il “male oscuro” è comune e si tramanda. Ma affrontarlo, anche per chi lo riconosce in un film, aiuta sempre.

L’intramontabile Ed Harris, asciutto, anziano e sempre attraente, ha il ruolo di guardiano dell’appartamento, affittato da Leda, di proprietà della famiglia numerosa e malavitosa del marito di Nina. Paul Mescal, giovane ottimo attore irlandese è qui nel ruolo del bagnino che s’innamora di Nina. Invece, all’attore Peter Sarsgaard – vero marito della regista e padre delle sue due figlie – Maggie ha affidato il ruolo dell’amante di Leda.


Marina Pertile

giornalista


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