Settimana della critica 2020 apre con “The Book of Vision”, prodotto da Terrence Malick


È un libro, un libro molto speciale scritto di Joahn Anmuth, medico prussiano del XVIII secolo che contiene le speranze, le paure e i sogni dei suoi pazienti, il cuore di The Book of Vision, film dell’italo-svizzero Carlo S. Hintermann che aprirà la 35° edizione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (dal 2 al 12 settembre).

Protagonista del film è Eva (Lotte Verbeek) giovane e promettente medico che abbandona al’improvviso la sua brillante carriera per studiare Storia della Medicina e lasciarsi alle spalle il suo passato. In realtà quella che sembra una scelta incomprensibile è motivata da una condizione profondamente drammatica. Nella sua “fuga” Eva incontra Henry il tutor con il quale lavora sul misterioso “Il libro delle visioni”. Le vicende del medico si intrecceranno indissolubilmente con quelle di Eva, in un gioco di specchi tra presente e passato.

The Book of Vision è prodotto da Gerardo Panichi, Sébastien Delloye, Robin e Vera Monotti Graziadei e Rai Cinema, con la produzione esecutiva di Terrence Malick.