Shince e Fernando, storia di cricket ed amicizia. Alla faccia delle destre xenofobe (in VOD)

Dal 7 maggio in VOD su ZaLab,This is not cricket” doc di Jacopo de Bertoldi dedicato alla felice avventura, di storia e vita, di Shince e Fernando, l’uno indiano, l’altro siciliano, entrambi arrivati nella Roma multietnica dell’Esquilino ed uniti dalla passione per il cricket. Il regista ha seguito con affettuosa, costante pertecipazione per un bel po’ di anni la loro storia e i loro inciampi, gli alti e bassi, ma anche il loro autoironico sentire, insomma il loro percorso verso l’età adulta. Un doc tenero, un bel percorso di vita alla faccia delle destre xenofobe. Presento ad Alice nella città della Festa di Roma 2019 …

A parte Jean-Pierre Léaud, l’ Antoine Doinel di Truffaut, non è che è capitato a molti di crescere, dall’adolescenza in poi, spiati da una cinepresa.

Una felice avventura, di storia e vita, vissuta invece in un solo, ma altrettanto tenero, docu-film, da due amici: Fernando Cittadini e Shince Thomas, entrambi un po’ stranieri a Roma, ma germogliati in quel fertile terreno multietnico che, com’è noto, forse è ancora Piazza Vittorio.

A unirli non è stata la musica, ma il cricket, secondo sport più seguito e amato al mondo (ma ben poco in Italia), grazie alla guida di due illuminati coach, due allenatori fantastici che, oltre a portar la loro squadra a livelli alti, li ha fatti anche sentire, per la prima volta, orgogliosi di sé, facendo loro capire quali sono le cose importanti della vita, proprio come può fare un buon padre con i propri figli.

This is not cricket è il film con cui il regista Jacopo de Bertoldi ha seguito con affettuosa, costante pertecipazione per un bel po’ di anni la loro storia e i loro inciampi, gli alti e bassi, ma anche il loro autoironico sentire, insomma il loro percorso verso l’età adulta.

Accompagnati dalle belle musiche originali di ValerioVigliar, l’avventura della loro passione per il cricket (che ben presto ha visto più bassi che alti), gli anni meravigliosi che li hanno fatti sentire parte di una grande famiglia che sembrava non dovessero finire mai, poi il loro fallimentare e squinternato tentativo, dopo 7 anni, di ricostruire una squadra anche con ex lanciatori diventati panzoni, ma soprattutto la loro forte amicizia, ce li racconta fuori campo Fernando che in apertura del documentario vediamo pure bebè in un filmino di famiglia in Sicilia.

È nato nel ’94, proprio quando Mandela è diventato il primo presidente nero del Sudafrica mettendo fine a quello schifo di apartheid – ci tiene a dire -. Dunque un mito per lui. Ha perso molto presto il padre e poi si è trasferito a Roma, in zona Esquilino, con la mamma e la zia, colf per sopravvivenza entrambe e così sfegatate tifose di quel che è stato il movimento sociale di Almirante da trascinarsi dietro ad ogni manifestazione anche il piccolo Fernando.

Shince è arrivato invece dal Kerala in India, dove già aveva dimostrato di cavarsela col cricket che lì si impara da bambini, anche lui è emigrato a Roma con la sua mamma per ragioni economiche. E giocare quel gioco lo aiuta a mantenere il contatto con le sue radici.

Radici che a vent’anni cerca di andarle a toccare anche se il suo più caro amico lo mette in guardia per paura di perderlo.

Sempre seguito dalla cinepresa, torna dunque in India per capire chi è, vedere se ce la fa a campare da solo per un po’, ma ormai si sente più straniero lì che a Roma.

“Qui puoi trovare solo smog, plastica e brutte ragazze. Però l’India ti cambia: non hanno un cazzo e ridono, sono lo stesso felici”, spiega via skipe a Fernando, anche lui tornato per un po’ in Sicilia in uno di quei momenti della vita in cui non sai dove girarti, che strada prendere. Perché a inserirti in Italia nessuno ti aiuta.

“Ma tu mi vedi diverso? “ gli chiede Shince, insicuro, tornato a Roma . “Tengo più a te che agli altri compagni” gli risponde. “Mi vedi romano come loro?”. “Io vedo persone non romani”, è la risposta di Fernando sintetizzando alla perfezione quello che dovrebbe essere il vero sentire degli esseri umani.

Alla faccia delle destre xenofobe.

Prodotto da Mir Cinematografica con Rai Cinema e la partecipazione di Cinétévé, This is not cricket è stato presentato alla Festa del cinema di Roma nella sezione autonoma, Alice. Ed ora è disponibile in VOD su ZaLab.