Storie, memorie e ballate. Tutta “la poesia civile” di Giovanna Marini in un libro

 

Le canzoni di Giovanna Marini sono un archivio vivente: storie, memorie, dialoghi e racconti che attraversano il nostro paese con passione e senza ortodossie.

Io vorrei. La poesia civile di una cantora eretica è il nuovo libro a lei dedicato, a cura di Susanna Cerboni e Alessandro Portelli, con introduzione di Alessandro Portelli e saggi di Valter Colle e Ignazio Macchiarella in libreria dal prossimo 2 maggio per Donzelli (240 pp., € 26,00)

Musicista di formazione colta, Marini riscopre la tradizione popolare attraverso una lunga attività di ricerca e la trasforma dall’interno, contaminando insieme il canto politico e di protesta.

Le composizioni raccolte nellibro — le «ballate», le lunghe canzoni narrative, e le «cantate», montaggio teatrale e musicale — combinano storia e invenzione, visioni fantastiche e vicende concrete in un intreccio sempre mobile, suscettibile di variazioni a ogni esibizione. Come scrive Alessandro Portelli nell’introduzione, sono le cose, i fatti, la gente a prendersi la scena, a voler parlare con lei, attraverso di lei.

“Una linfa civile percorre tutta la sua opera – si legge nella presentazione -. Marini non pensava le sue canzoni come inchiostro su carta: le tirava fuori dal corpo come materia sonora, con una prosodia tutta sua — sillabe allungate, compresse, spezzate in un incalzante parlato ritmico. Vederle qui stampate per la prima volta non le addomestica: conservano intatta la loro irriducibile natura eretica”.


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