Sul divano di Bukowski, tra vino e ricordi. Il doc italiano sbarca negli Usa

Arriva nelle sale Usa, “You never had it – An Evening with Bukowski” di Matteo Borgardt, giovane figlio filmmaker della giornalista Silvia Bizio che realizzò questa video-intervista nel lontano 1981. L’uscità è in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita dello scrittore e poeta statunitense. Al centro del doc una lunga notte passata a fumare e bere vino insieme al celebre scrittore di “Storie di ordinaria follia”. Presentato tra gli eventi speciali delle Giornate degli Autori 2016…

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Un omaggio a una mamma che nel filmato vediamo sempre sorridente? O viceversa un suo regalo al figlio? Un formidabile autoritratto alcolico di Charles Bukowski, tuttora, tra i poeti, il mito amato dai giovani quasi quanto, in altro campo, Che Guevara?

È forse un mix di tutto questo You never had it – An Evening with Bukowski  di Matteo Borgardt, giovane figlio filmmaker della giornalista Silvia Bizio, proposto da Le Giornate degli Autori ne 2016 ed ora in arrivo nelle sale Usa per il centenario dalla nascita del poeta e scrittore.

Nato scovando, tra le reliquie del garage di casa a Los Angeles, le videocassette di un’intervista realizzata dalla Bizio nell’81 nella villetta del poeta a San Pedro in California, il documentario cuce lo stile pungente, doloroso-ironico e puntualmente dissacrante delle risposte di Bukowski alle domande della giovane intervistatrice seduta nel salotto vicino a lui, con flash sulla sua Los Angeles, girate adesso con un’antiquata Super 8 per regalare affinità al materiale originale.

Senza intenzione di competere con i docu-biografici realizzati in precedenza da altri documentati autori, “La mia intenzione era lasciare lo spettatore libero di farsi la propria idea di chi Bukowski fosse, semplicemente ascoltandolo parlare. Volevo che il pubblico potesse sentirsi lì, quella sera, seduto sul divano accanto a Bukowski, mentre beveva e parlava”, ci dice Borgardt nelle sue note di regia.

E certo non era il solo a tracannare rilassato vino rosso vedendo la continua mescita e il battagliero schieramento di bottiglie sul tavolino tra divano e poltrone dove sono seduti lo scrittore, Linda Lee Beighle, la sua futura ultima moglie, vegana ante litteram che lui maltratta e punzecchia con affetto e ci presenta come sua infermiera; e ovviamente la Bizio che gli sorride divertita tutto il tempo. Bevono assai probabilmente anche gli altri presenti: Frances Schoenberger, Michael Monfort e James Borgardt, bel giovanotto che Bukowski definisce “Big Jim” e che il cognome ci fa credere non improbabile papà del regista.

Pur senza bere,  lo spettatore, in sala, gusta con vero piacere i racconti, uno per tutti il pugno che dalla culla sferra in faccia alla nonna, o le definizioni folgoranti: su suo padre che lo picchiava a sangue regolarmente tre volte a settimana e che per questo ritiene il suo “Maestro di Letteratura” essendo stato per lui “Maestro di dolore”; sugli scrittori con cui ritiene perfettamente inutile parlare “Perché è come bere acqua in una vasca da bagno. Non si fa”. Ma soprattutto perché sono ego-centrati e noiosi: “non ti parlano mai della loro moglie. Molto meglio gli idraulici”.

Parla di sesso sopravvalutato. E della giovane compagna – lei 35 lui 60 – ci racconta che ora entrambi praticano normalmente il celibato. Tra gli scrittori ne salva solo ben pochi: Joe Fante, Celine, Dostoevsky, D.H.Lawrence, Camus. E ridacchiando ci porta in fondo a una scala dove sta appeso Hemingway che dorme grassissimo, ubriaco fradicio per terra in una foto che ci sembra  di capire, gli ha regalato Inge Feltrinelli.

You never had it è dedicato a Fernanda Pivano, a cui dobbiamo la scoperta in Italia degli scrittori americani della beat generation, amica e mentore di Silvia Bizio che le ha permesso questo primo incontro tra fumo e alcol con l’allora famosissimo Charles Bukowski.