Teatro, cinema, tv, radio e doppiaggio. Addio Elio Pandolfi volto e voce di un secolo di spettacolo


 

Teatro, cinema, tv, radio, doppiaggio. È scomparso a 95 anni Elio Pandolfi, volto e voce – soprattutto – di quasi un secolo di spettacolo italiano.

Nato a Roma il 17 giugno 1926 ha cominciato giovanissimo diplomandosi all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Lo ha raccontato più volte che la recitazione l’aveva nel sangue, che fin da bambino “inventavo commedie, recitavo versi da me composti, cantavo e ballavo nel cortile della scuola”.  E così è stato pet tutta la sua lunga carriera, svolgendo una intensa e varia attività nel teatro di prosa e di rivista, quindi alla radio e in televisione, affermandosi attore, cantante, ballerino, mimo e parodista di grande talento e versatilità.

Tra i più grandi doppiatori italiani, con oltre 500 film all’attivo, voce anche di Stanlio della coppia Laurel & Hardy, Pandolfi era tra gli ultimi rappresentanti di quella generazione di attori che avevano attraversato con egual risultati la prosa, l’operetta (con la grande Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Lauretta Masiero, Febo Conti), il teatro musicale, la commedia, il cinema, la radio e la tv. Il grande pubblico lo ricorda per i tanti anni in coppia con Antonella Steni e per i grandi varietà come Studio 1 con Mina.

La carriera l’ha portato a recitare con Visconti come con Patroni Griffi o a far film anche accanto a Ava Gardner (Priest of love di C. Miles) e con registi che vanno da Fellini alla Wertmuller.

Per molti Elio Pandolfi è soprattutto una voce, una incredibile voce, estremamente versatile, eppure riconoscibilissima, chiara, incisiva e suadente, amata e ascoltata in tante letture alla radio sin dagli anni ’50, quando rimodernò da attore il ruolo del fine dicitore, o quale straordinario doppiatore di innumerevoli star, come cantante passato dalla grande rivista all’operetta sino alla lirica, con I racconti di Hoffmann di Offenbach, con direttori Peter Maag o Daniel Oren, oltre a impegnativi autori classici contemporanei come Satie, Poulenc o Pennisi.

L’ultima volta in palcoscenico, nel 2019 a Roma in io mi ricordo con Riccardo Castagnari e la regia di Paolo Silvestrini.